mercoledì 4 novembre 2009

Iggy Pop

Quando si parla di perfomance, si rischia di essere fraintesi.
C'è chi lega questo termine ad una disciplina artistica, chi pensa subito al sesso, mentre qualche altro malato di mente potrebbe fantasticare sbavando su pieghe motociclistiche o sgommate in Formula 1.
Quando però si risponde al nome di battesimo di James Newell Osterberg non ci si pone il problema dell'accezione di un significato, bensì si è perfomance, perchè si è:

Iggy Pop

Uomo-bestia per eccellenza, il proto punk-rocker americano incarna da oltre 50 anni l'ideale di ISTINTO primordiale, come mai nessun altro essere umano è riuscito a idealizzare.
Sesso-droga-rocknroll non sono per lui apostrofi categorizzanti ad uso e consumo di qualche critico musicale alla facile ricerca di clichés, ma scorza della sua pelle ingrinzita, sangue rosso fuoco coagulato in un cervello che, quando sale su un palco, diventa il motore di un corpo liberato da ogni inibizione, inarrestabilmente free, come il sax che si affaccia fra i solchi di "Fun House", spasimo di erotismo TOTALE, con buona pace di John Holmes, Rocco Siffredi o Franco Trentalance, che saranno pur maestri nell'uso del creapopoli, ma di ancheggiare come Iggy, neanche se lo sognano.
Una sfida ai limiti men che mai assopita continua a caratterizzare l'iguana, che, mentre personaggi edulcoratamente di frontiera, tipo Patrick De Gayardon per esempio, ci rimettono la pelle, continua, a 60 anni suonati, a copulare a torso nudo con gli amplificatori in pantaloni di latex...


Un rigraziamento particolare per la dritta ad un non meglio precisato
membro del collettivo Liquid Cat...












mercoledì 28 ottobre 2009

Don Alessandro Santoro



le storie di due Transessuali, in questi ultimi giorni,
si sono curiosamente intrecciate.
Mentre una Natalie ha provocato, seppur in modo decisamente involontario, la dannazione eterna (politicamente parlando almeno...) del governatore del Lazio, un moderno Don Chisciotte, nella periferia Ovest di Firenze, ha provato a considerare Sandra, uomo fino al 1982, una persona normale, e per questo è stato punito.

Per quanto possa valere, Don Alessandro Santoro ha tutta la mia solidarietà.

la notizia

mercoledì 21 ottobre 2009

Yoann Gourcuff

Tempo di Champion's league, l'autunno, tempo insolitamente sorridente, sportivamente parlando, anche ai colori viola, e non mi riferisco alla casacca dell'Anderlecht...
Ma non torneremo sugli inarrivibili esempi di beltà presenti nella rosa della fiorentina, bensì mi dedicherò alla celebrazione di un giovane sportivo dal fisico tonico ma non troppo cyborg, al contrario della gran parte dei fuoriclasse del calcio moderno, cresciuti a pane e nandrolone, un centrocampista di classe di nome:

Yoann Gourcuff


Classico caso di talento incompreso, perlomeno dallo staff tecnico del Milan, che dopo averlo frettolosamente giudicato non all'altezza di sopportare la famigerata pressione (atmosferica?) che grava da secoli attorno alla squadra del Cavaliere, lo ha rispedito nella sua natia Francia, dove egli, per tutta riconoscenza, si è inflato direttamente nella cabina di regia del Bordeaux e lo ha guidato fino alla vittoria del campionato Transalpino, lasciando a rosicare i dirigenti di Via Turati, che infatti si ritrovano al triste presente di una squadra fatta di pezzi di legno, immobili soprammobili guidati dagli incisivi di Ronaldinho, di prominenza inversamente proporzionale alla sua capacità di prendere in mano la squadra, che questa sera (e mi raccomando fate attenzione che lo sto dichiarando alle ore 19.09) verrà annichilita dal Real Madrid di quel Kakà che da Febbraio 2009 alla scorsa estate è riuscito nell'impresa di trasformarsi da sensazionale spot pro elezioni comunali del PDL a fuoriclasse in fuga verso i fantamiliardi spagnoli.
Che siano tutti elementi che contribuiscano alla fine del regime del Cavaliere?
Io, nella rinnovata attesa di una totale disfatta sportiva milanista nell'annata in corso, spero vivamente di si...









mercoledì 14 ottobre 2009

Til Schweiger

Non ci si deve lamentare all'arrivo dei primi freddi autunnali, bensì accogliere le imminenti rigidità climatiche come impulso ad implementare il proprio stile, che può trovare maggiori soluzioni per la sua sublimazione quando ha a disposizione più strati.
Se poi non riuscite a tollerare neanche gli inverni fittizi del Belpaese, o, peggio ancora, se siete abituati a scegliere per puro caso gli strati di vestiti appena introdotti poco sopra, forse è meglio che restiate in casa, magari sprofondati nel divano, davanti alla TV, preferibilmente con una bella selezione di DVD starring:

Til Schweiger

Bellezza mitteleuropea, forgiata dalla brezza dell'est e da una innumerevole serie di ruoli da protagonista, che ne hanno fatto un star nella sua Germania, terra avvezza a lineamenti rudi e a temperature decisamente più rigide delle nostre, seppure non così tanto da sopire gli ormoni, che ancora esultano, campanilisticamente fieri, alla vista di un tale manzo, meno che mai colpito dall'inflazione di una sovraesposizione mediatica che dura ormai da anni.
Una vera e propria istituzione nazionale, che ormai, sulla scorta di vecchie glorie del cinema in lingua tedesca come Klaus Kinski o Udo kier, sembra pronto alla ribalta internazionale, tant'è che Quentin Tarantino lo ha voluto nel cast della sua ultimissima fatica "Inglourious Basterds", nel ruolo del sergente Hugo Stiglitz, impersonificazone perfetta per la glaciale sensualità teutonica dell'odierno sex symbol.










mercoledì 30 settembre 2009

Nir Lavi

Ogni tanto, pur rimanendo uno strenuo sostenitore della bellezza più nascosta, mi tocca fare una concessione alla sfrontatezza, al dono di natura che tanto si nega, e meno frequentemente si consegna, con casuale intermittenza ed una imprevedibilità che soltanto il campanilismo di quella o di quell'altra zona porta a stabilire determinati luoghi come unici, eletti recipienti di sex symbol.
Ed è quindi sulla strada tracciata da Raz Degan che troviamo:

Nir Lavi

Classico supermodel stroncapassere, che da Israele giunge in occidente (non che il passo sia poi così grande...) per fare breccia nelle passerelle milanesi e, da qui, spiccare il salto verso quel momento televisivo che nazional-popolare è ormai soltanto nei ricordi dei genitori quale il Festival di Sanremo, nelle inedite vesti di VallettodiBonolis.
Una categoria prodigiosamente partorita dalla mente pirotecnica del principe degli anchorman made in Italy, che ha gettato un forte scompiglio fra gli ormoni delle seguaci del festival (probabilmente tutte over 50), nonchè sui gusti sessuali del succitato presentatore, che mi risulta sia stato il primo nella storia di Sanremo ad introdurre questa fantastica novità dello sparring partner-soprammobile di sesso maschile, a patto che non si voglia considerare il buon Dulbecco come prototipo del genere...
Che dire di più, le immagini parlano da sole, per le cultrici/ori del genere non resta che attendere la prossima edizione del festival di Sanremo e sperare che il fiuto del patriarca Bonolis vada nuovamente a segno!









mercoledì 23 settembre 2009

Louis Garrel

La guerra dei sessi si combatte su un piano subliminale, psicologicamente devastante, dal momento che trova uno dei suoi maggiori momenti di sublimazione nell'inversione reciproca dei punti fermi della pacifica convivenza fra le specie.
Il cosidetto effetto "Cara ti amo", per intendersi...
Esemplificando il concetto, si può tirare in ballo la classica dicotomia fra l'uomo (più o meno) maturo alla perenne caccia di giovane donzella, ed i commenti femminili del tipo "mmmmmhhhh... se solo avessi 5 anni in meno" oppure "aspetta che ripasso", reiterati ad ogni contatto con bambesio o presunto tale .
Celebriamo allora questo irrisolvibile dilemma insistendo su di un fior fiore di garçon quale:

Louis Garrel

Siamo di fronte ad una tipologia di uomo che potrebbe mettere in crisi qualsiasi personalità.
Costui non è soltanto, indiscutibilmente, giovane (nasce nel 1983), ma pure S F A V A T O, nel senso più intrinseco del termine poichè, per quanto, vista la sua natura di attore, si possa far risalire questo suo atteggiamento ad una superficiale posa, egli è sfavato fin dai lineamenti del suo muso.
Il naso camuso, i nei sparsi random, la mascella importante e, a riequilibrare il tutto, la ciuffata disordinata, a uso e consumo di reiterato aggiustamento manuale, e la boccuccia tipica di chi, almeno una dozzina di volte nella sua vita, ha succhiato escargot, riuscendo a non vomitare.
Giovani o nongiovani, sono sicuro che molte di voi perderebbero volentieri preziose ore del proprio tempo a cercare di interpretare quel misterioso sguardo indolente, impaurite da una probabile lettura "Che cazzo guardi?", quanto ammaliate dalla altrettanto possibile richiesta di amore traducibile con un:"Mi chiamo Virgola, sono un gattino, sono la stella, del telefonino"...










mercoledì 16 settembre 2009

Benjamin Whishaw

Con le prime ambasciate d'autunno in agguato, si ritorna al grande classico contemporaneo del mercoledì sera al cinema, siore e siori, preferibilmente in quel secondo spettacolo tatticamente sincronizzato con il fischio finale delle partite di Champions League, sempre che si abbia la fortuna di poter seguire la propria squadra del cuore in luoghi prossimi alle sale di proiezione.
Gli stadi sarebbero da evitare, fondamentalmente per i noti problemi di rapidità nel deflusso.
E non sarà forse una sorpresa, per i più cinefili, imbattersi nel discreto faccino di:


Benjamin Whishaw


Attore quasi trentenne, ma dal tipico volto del bambesio, categoria fra le più amate di questa settimanale rubrica, ha mosso i primi passi nei teatri britannici, e dopo un paio di comparsate sul grande schermo a fianco di Daniel Craig, si è guadagnato il ruolo di protagonista in "Profumo - storia di un assassino" di Tom Twiker, adattamento cinematografico del romanzo di Patrick Süskind, che pare aver ispirato anche canzoni dei Nirvana e addirittura di quei maestri di stile dei Rammstein, il che fa supporre (Rammstein a parte...) che si tratti di un buon libro.
Peccato che io non lo abbia letto e che non abbia neanche visto il film.
In ogni caso, vedo questo Benjamin ben posizionato sulla rampa di lancio del cinema internazionale, con la sua ciuffata molto giovane, il look Topman, e soprattutto quella barbetta appena trascurata che non cresce nello spazio tra il mento e la parte superiore delle labbra, di lato, uno dei dettagli più irresistibili che si possano rintracciare sulla faccia di un uomo, pur bambesio che sia.









 

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