mercoledì 31 ottobre 2007

Vincent Cassel

Mi sento in dovere di rialzare la testa, dopo la sassaiola di infamate, decisamente poco comprensibili, ricevute per le ultime proposte, e quindi, scoprendo l'acqua calda, mi permetto di presentarvi:

Vincent Cassel

Noto attore francese, una volta soltanto"attore francese", poi il destino ha voluto che i suoi occhi di ghiaccio incontrassero un giorno quelli della icona ufficiale della bellezza mediterranea chiamata Monica Bellucci e, diventando il di lei marito, egli ne ha sicuramente guadagnato in esposizione mediatica e successive opportunità cinematografiche.
Come se non bastasse avere come partner (vabbè che se la tira..., vabbè che fa finta di essere francese..., vabbè che è di Città di Castello...), uno dei più notevoli tronc du femme che il nostro paese abbia mai prodotto...
In ogni caso il nostro Vincent si è ormai affrancato dal'ingombrante fardello (o meglio dar popò di fardone) della moglie sex symbol ed ormai se la spassa in agilità in mezzo ai set hollywoodiani facendo comunella con gente tipo George Clooney e Brad Pitt.
Pare proprio che sia stato il buon Giorgione a far da cupido, sebbene suo malgrado, poichè invitando un giorno l'allora giovane attore francese nella sua residenza estiva di Nipozzano, in quanto bisognoso di uno stalliere, provocò lo scambio di sguardi di cui sopra, dato che nel castello dominante la Valdisieve, una volta abitualmente noleggiato dal Clooney, scorazzava anche la bella Monica, anche lei non ancora giunta all'attuale stato di tronc du Palissandre ma all'epoca ingaggiata a suon di dollari dal maniero come entreneuse.
I due giovani amanti scapparono (su un trattore) dalle vessazioni del feudatario in vacanza, lasciandolo con un palmo di naso, ma di certo senza scalfire il suo umore, che presto si risollevò grazie ad una classica relazione estiva breve e focosa con una ragazza del luogo, la quale, per non attirarsi l'invidia delle frequentatrici del Blog, e per non riaprire la ferita lasciatale dal bel brizzolato, evita ormai di ricordarlo fra i suoi ex...

Arrivederci!









mercoledì 24 ottobre 2007

James McAvoy

Eccoci di nuovo al nostro settimanale appuntamento con la lussuria.
Dopo le divagazioni della settimana scorsa, che hanno riportato, con mio sommo piacere, LA POLEMICA su questi schermi,
cercherò di rimettermi in carreggiata sbombardandovi questo popò di anglosassone denonimato:

James McAvoy

Arrivato al cinema dopo una buona gavetta in teatro, dove peraltro continua a fare delle comparsate, quasi esclusivamente per pulire i cessi, questo giovane scozzese si è messo in luce negli ultimi anni grazie a romatiche pellicole come "le Cronache di Narnia" o "L'ultimo Re di Scozia", raccogliendo i frutti del patto che egli stabilì diversi anni orsono con l'inafferabile, demoniaco essere meglio noto come "Mostro di Lochness".
Leggenda narra, infatti, che questo bel ragazzo della porta accanto, in età adolescenziale, abbia avuto un incontro ravvicinato con il succitato anfibio preistorico, precisamente nella vasca da bagno della zia di campagna (nota cultrice di divinità ancestrali centrafricane), il quale mostro, geloso del bell'aspetto del suo conterraneo, gli promise la fama in cambio non, come molti di voi presumo si aspettino, del suo posteriore, bensì della sua anima; espediente che avrebbe permesso al mostro di poter assumere una rispettabile apparenza umana e potersi così affrancare dalla plaude melmosa nella quale era relegato da millenni.
Il giovane James non seppe dire di no e per questo motivo, sebbene il suo quoziente intellettivo sfiori il - 15, continua la sua scalata nelle gerarchie del mondo del cinema mentre il mostro, tramutatosi, grazie all'astuto rimedio, in Sean Connery, si batte per l'indipendenza della Scozia, nascondendo le poche squame rimaste (le metamorfosi lasciano sempre qualche cicatrice, si sa) sotto ad un tradizionalissimo kilt.
E che altro poteva fare!

Cheers!










mercoledì 17 ottobre 2007

Sebastien Chabal

Basta.
Vi ho dato il bambesio top model, lo sportivo fattone, la tv star frustrata, vabbè qualche maledetto ogni tanto ce l'ho infilato, ma ora ho voglia di polemica, e voi sapete quanto la polemica sia linfa vitale per questo blog.

Per questo adesso è il momento di una autentica bestia, e quindi, madame e monsieur, in diretta dall'età della pietra, vi presento:

Sebastien Chabal

Tengo a precisare innanzitutto che non sono stato colpito dalla dilagante fascinazione per il rugby che pare si stia diffondendo in tutto il paese, e che ovviamente il calcio rimane sport sovrano (nei secoli dei secoli), ma certo non potevo rimanere indifferente nei confronti di questo bizzarro colosso, pilastro (in tutti i sensi) della nazionale francese di palla ovale.
Probabilmente non si lava troppo spesso, e gira voce che al posto dello spazzolino usi uno scatizzolamerde, ma direi che sono dettagli sui quali si può tranquillamente soprassedere quando si ha a che fare con la primordiale esuberanza del suo fisico.
Certo, direte voi, rimane comunque un francese, e si sa che l'idioma transalpino non è sempre sinonimo di virilità, ma figuratevi se questo, mentre parla sì con la erre moscia ma con il suo tono cavernoso (due ottave sotto il rutto), non vi condisce i discorsi con un paio di scaracchi sul marciapiede!
E poi come non abbandonarsi alla lasciva fantasia di passare le mani fra i suoi capelli unti, di accarezzare la sua barba intrisa
di sudore e gatorade, e poi, diciamocela tutta, se questo qui a letto sfodera la stessa irruenza che mette nei placcaggi (vedi video qui sotto), care mie, siete a posto per tutta la vita...
Au Revoir....









mercoledì 10 ottobre 2007

Daniele Liotti

Dal momento che mi pare siano già un paio di settimane che stranamente imbrocco i vostri gusti, cerco di rimanere sulla retta via, tornando al sempre affidabile "made in Italy", che stavolta si palesa sotto le ben tornite forme di:

Daniele Liotti

Giovane attore romano dal fisico atletico, segno di un oscuro passato da calciatore, questo piacione dagli occhi verdi si è fatto le ossa (e secondo me continuerà a farsele ancora per parecchio tempo...) in miriadi di serial tv e fiction di dubbio livello, mostrando una notevole versatilità, che lo ha portato ad interpretare i ruoli più differenti; dal "bombardino" anni 30 de "Il bell'Antonio" (uno squallido remake del film degli anni 60 con Marcello Mastroianni), all'investigatore di età Augustea di un'altra tragica produzione tv denominata "L'inchiesta", ennesima variazione sul tema "film su Cristo per le festività Pasquali", fino alle varie comparsate guascone nei videoclips dell'amico (nonchè probabile amante) Daniele Silvestri.
Questo popò di curriculum gli è valso l'ammirazione delle adolescenti, che lo hanno idolatrato numerose prima dell'avvento
del nuovo messia del testosterone, conosciuto dai più come Riccardo Scamarcio (hors catégorie per questo blog...), il quale ha quindi rubato la scena al bel liotti, che, succube di questo smacco, da diverso tempo cerca di eliminare il rivale con ogni stratagemma, dagli squarci nelle gomme della macchina ai lucchetti alla porta di casa (mostrando in questo modo un certo sarcasmo...), attentati che però non hanno minimamente scalfito il distacco del Riccardo nazionale, che, grazie ai caches ormai raggiunti, se ne può tranquillamente fregare di ricomprare i pneumatici o cambiare la serratura 2 volte al mese, riducendo così il povero Daniele a una sorta di controfigura di Will E. Coyote alla costantemente fallimentare caccia del suo "beep beep" pugliese.
D'altra parte se è uno sfigato, non è certo colpa di Scamarcio...
Saluti a tutti









mercoledì 3 ottobre 2007

Marat Safin

Sulla scia della selva di commenti entusiasti ricevuti dal bel tenebroso (e decrepito) della settimana scorsa, rientro nel dorato mondo della giovinezza più prestante, per una nuova iniezione di steroidi nei vostri muscoli, tramite l' angelica visione di:

Marat Safin

Questo noto tennista venuto alla luce nella buona vecchia madre Russia, che può vantare nel suo curriculum nove settimane (senza il mezzo) come numero uno del mondo, si è sovente distinto per i suoi modi gentili ed educati, che lo hanno portato ad essere particolarmente apprezzato dai giornalisti sportivi, soprattutto quelli buchi o di sesso femminile (o anche da qualche travello tipo Bruno Pizzul), nonchè per un distacco verso la ferrea disciplina che spesso contraddstingue i professionisti della racchetta (esclusi i pornoattori) che lo hanno portato, nel corso della sua carriera, a compiere gesti decisamente poco convenzionali per un atleta.
È di qualche giorno fa, ad esempio, la notizia che costui ha preferito partecipare ad una spedizione sull' Himalaya piuttosto che fare parte della squadra russa di coppa Davis, provocando un notevole sdegno da parte dei vertici sportivi della sua federazione, che lo hanno accusato addirittura di DISERZIONE, accuse che non hanno minimamente scalfito il bel Marat, che, giacca a vento e zaino in spalla, è partito per il karakorum alla ricerca dello Yak dal vello pitumato, un bovino che in terra asiatica è considerato portatore di un elisir di eterna giovinezza, grazie ad un liquido racchiuso all'interno delle sue corna, per bere il quale è però necessario "matare" l'animale tramite una cavalcata (rigorosamente senza sella), lungo le ghiaiose gole a 8000 metri di altitudine.
Pare che il buon Marat abbia avuto la meglio sullo Yak, e sia riuscito a bere l'elisir dalle sue corna, peccato però che dopo il rodeo ad alte quote, il nostro atleta sia tornato a casa con un gamba in mano, arto che ha sostituito alla racchetta come strumento per praticare lo sport in cui eccelle, senonchè la federazione Russa, ancora memore dello sgarro, ha prontamente vietato l'uso degli arti inferiori per colpire palline da tennis, e quindi al nostro Safin non è rimasto altro che stabilirsi nella sua villa in kamchatka a giocare a squash contro il muro, dichiarandosi ugualmente soddisfatto, forte del suo proverbiale aplomb e della consapevolezza di essere divenuto immortale...