mercoledì 28 novembre 2007

Michael Pitt

Eccomi di nuovo fra di voi, pronto a dare una svolta alla vostra noiosa giornata autunnale, con un altro efebico volto da darvi in pasto.
Preparate quindi forchetta e coltello, lasciate che l'acquolina in bocca si avvicini al livello di guardia (male che vada la utilizzerete per una raffica di scaracchi...), perchè oggi è il turno di:

Michael Pitt

Probabilmente qualcuna/o di voi avrà già avuto il piacere (si fa per dire...) di imbattersi in questo post-adolescente finto alternativo grazie al ruolo da (co)protagonista che la cariatide per eccellenza del cinema italiano (Bernardo Bertolucci), ha deciso di affibbiargli per il suo libertinesco-rivoluzionario-bohemien-patinato film di qualche anno fa meglio conosciuto come "The Dreamers", una variante decisamente inutile sul tema del triangolo amoroso Lui-Lei-il bambesio, che in questo caso viene incarnato dal nostro sex symbol odierno.
Questa piccola faccia di culo, ancora memore dei disastri dell'acne, pochi anni dopo questa immortale pellicola descritta poco sopra, è stato scelto dal videografo per eccellenza della X Generation (Gus Van Sant) come protagonista di un film (Last Days) ispirato molto da vicino alla vicenda del santone per eccellenza della X Generation (Kurt Cobain), un incarico che il giovane Michael, come se non gli fosse bastata l'esperienza con l'italiota cariatide di cui sopra, ha accettato con vivo entusiamo pur conscio che nel cast era presente anche l'icona per eccellenza della Radical Chic-ness internazionale meglio conosciuta come Asia Argento.
E, nefandezza fra le nefandezze, pare che fra i due sia pure partita la tresca sul set, d'altra parte si sa che a lei piacciono i musicisti, che poi lo siano solo per finta questo non fa differenza, tanto lei non riuscirebbe ad accorgersene...Me li immagino, sti due, dopo aver animalescamente fornicato per ore, con il cicchino di traverso in bocca, che discutono sotto le lenzuola su quale sia il miglior disco degli Stooges...

Il bello è, care mie/cari miei, che il sottoscritto moderatore non ha visto nessuno dei due film sovradescritti...
Arrivederci!








mercoledì 21 novembre 2007

Dave Gahan

Ed eccoci nuovamente in ballo, è proprio il caso di dirlo, magari in una discoteca di 20 anni fa, tipo il "Tartaruga" o meglio "la Mecca", tanto per citare un paio di luoghi di perdizione della allora vivace nightlife valdisievese.
Una cassica evocazione di luoghi della memoria insomma, per celebrare il manzo di oggi, uno che è sopravvissuto tutto sommato decentemente agli anni 80, un vero gano, che risponde al nomen omen di:

Dave Gahan

Non si può non riconoscere che la vecchiaia abbia donato un certo fascino a questo tamarro al-bionico meglio conosciuto come frontman dei Depeche Mode, dato che dagli esordi marchiati a fuoco da mises a base di chiodi borchiati (cazzo, il chiodo lo avevo proprio rimosso...) e quintali di lacca nei capelli, ne è passata di acqua sotto ai ponti.
Nel suo caso ne è passata parecchia anche di eroina nelle vene, dettaglio che probabilmente gli ha donato questo odierno aspetto, vissuto-tendente-al-marcio che sono sicuro molte di voi troveranno irresistibile...
Tralascerei volentieri gli aspetti artistici del nostro odierno sex symbol, più che altro perchè ignoro (volontariamente) le sue ultime proposte musicali, che penso possano tranquillamente essere annoverate nel computo delle "cariatidi in costante tentativo di essere al passo coi tempi", ma vi posso assicurare che Dave è ormai fuori dalle storie tossiche che lo hanno tormentato da tempo, ed è in piena forma, tanto da avere da poco ultimato un nuovo disco solista (per il quale vale la stessa nota di poco sopra) e che lo avevano portato a meritarsi il soprannome di "il Gatto", non tanto per le movenze sinuose che da sempre sfodera sul palco, quanto per avere probabilmente le stesse fantomatiche 9 vite dei felini, considerate le varie overdoses, arresti, tagli di vene che le cronache hanno spesso riportato sul suo conto, e dalle quali si è sempre ristabilito, almeno fino a quando, molto probabilmente, lascerà il nostro mondo, colto dal più banale dei coccoloni mentre cerca di mettere in moto il decespugliatore nel giardino della sua villetta di Wimbledon...
Nel frattempo godetevelo perchè you just can't get enough...









mercoledì 14 novembre 2007

Andrew Stetson

Bando alle ciance.
Qui si torna all'eccellenza, si torna nel dorato occidente, nel frivolo mondo del fashion, da dove, grazie al sempre acuto fiuto di Calvin Klein (o più probabilmente dei suoi direttori marketing...) spunta fuori questo robottino canadese dagli occhi di ghiaccio che risponde al nome di:

Andrew Stetson

Con ogni probabilità il suo sguardo vi ha già incenerito dalle pagine di qualche rivista, impegnato nel suo lascivo promo del profumo targato CK, fragranza della quale lui usa abitualmente irrorarsi (una boccia piena prima di uscire di casa e via...) in modo da ingraziarsi stuoli di damigelle adoranti, pronte a perdersi nel suo euphorico aroma composto nei laboratori segreti di Calvin Klein (che nessuno sa dove si trovino, c'è chi dice sotto allo Strizzi Garden) grazie all'innesto afrodisiaco di gocce di sudore di Marco Materazzi con essenza di Gomasio e fermenti lattici vivi.
Vi svelerò un aneddoto che è trapelato tramite qualche falla dell'ufficio comunicazione della nota marca di moda statunitense:
Ebbene il profumo, date le sue irrestibili caratteristiche olfattive, doveva inizialmente uscire sul commercio con l'esotico (almeno per i non-italian speakers) nome di "Case Passerini", denominazione che, dati i rischi di fraintendimento che potevano essere corsi in una limitata zona nella periferia nord di Firenze, è stato poi cambiato nel più universalmente accettabile "euphoria".
Si sà, sempre meglio non rischiare.

Per concludere, una sola controindicazione;
Chi abusa, come il buon Andrew, di questa fragranza, avrà si stuoli di fiche adoranti attorno, ma, per contrappasso, il suo corpo inizierà a coprirsi di orrendi tatuaggi tribali privi di qualsiasi senso finchè non smetterà di cospargersi del succitato profumo (cosa praticamente impossibile perchè dà dipendenza), questo a causa delle gocce di sudore del famigerato difensore nerazzurro contenute nel composto dell'essenza...
Ma d'altra parte "Chi bello vuol apparire, un po deve soffrire..."

Ciao Ciao







mercoledì 7 novembre 2007

Amr Waked

Tempi di grandi dibattiti, questi che viviamo ultimamente, su questo blog come su scala nazionale.
Dibattiti su legalità, immigrazione, integrazione, ed allora perchè non prendere la palla al balzo e aprire una finestra
sulle bellezze extracomunitarie, come ad esempio questo fior fiore di egiziano che risponde (ammesso che lo si riesca
a chiamare correttamente...) al nome di:

Amr Waked

Punta di diamante della cinematografia nordafricana, questo giovane attore, svelato all'occidente grazie al film "Syriana", dove recita a fianco del sempre meritevole e pluricitato Giorgione Clooney, impersonando il lodevole ruolo di adescatore-addestratore di terroristi suicidi, è stato recentemente oggetto di anatema da parte del sindacato degli attori egiziani, che promette di metterlo al bando, forte anche del beneplacito del pubblico.
Questo perchè il buon AMR ha accettato di interpretare la appetibilissima parte del genero di Saddam Hussein in una fiction intitolata "Tra i due fiumi" prodotta dalla BBC, nella quale l'attore impersonificante il ruolo dell'ex dittatore iracheno è un ebreo israeliano, quanto basta per accaparrarsi le infamate dell'intero Egitto, a quanto pare immemore della pace firmata 28 anni fa con Israele...
Il Buon Amr si è giustificato dicendo che al momento della firma sul contratto non era al corrente della presenza di attori israeliani nella fiction (bella figura di merda si...) ma molto più probabilmente si sta già mettendo l'anima in pace per il DASPO in arrivo dalla sua nazione d'origine, e con i soldi della BBC se la spassa per SOHO insieme a Pete Doherty, mandando di tanto in tanto qualche sms a George Clooney per ricordargli di inserirlo nella lista degli invitati al gran galà di capodanno al castello di Nipozzano.
Arrivederci