mercoledì 26 marzo 2008

Alessio Boni

Vi è garbato il manzo piccante della settimana scorsa eh?
Sapevo che sarei andato incontro ad una selva di applausi, ed è per questo che, da buon amante del rischio quale sono, mi preparo ad espormi al pubblico linciaggio presentandovi questo bellimbusto made in italy che risponde al nomen omen di:

Alessio Boni

Microcefalo per vocazione, questo barbetttoso omuncolo ha cominciato ad infestare i piccoli e grandi schermi nazionali da una manciata di anni, da quando, grazie alla regolare apparizione nella melodrammatica saga di "Incantesimo", una delle fictions più orrende che siano mai apparse in tv, è stato notato da svariati produttori e registi, che lo hanno portato a fare il grande salto nel cinema, dandogli qualche chances in film come "La Bestia nel cuore" oppure "Quando sei nato, non puoi più nasconderti", entrambi prototipici esempi dello stato di totale infertilità del cinema italiano.
E nella palude di pellicole nella quale siamo avvolti da diverso tempo, non poteva che sguazzare un leviatano del genere, adatto a turbare i sogni di casalinghe e badanti, con le sue scolastiche mise-en-costume e la sua passionale interpretazione di Caravaggio.

A quando la bonifica?







mercoledì 19 marzo 2008

Anthony Kiedis

Vi ho dato il sex symbol della porta accanto.
Vi ho dato l'artista "up to date".
Adesso è il turno di un UOMO.
Un vero e proprio manzo che riporti l'ormone ai livelli di guardia, e chi proporvi, allora, se non quella vecchia volpe di:

Anthony Kiedis

Perfetto esemplare di Californiano, l'atletico e carismatico leader dei Red Hot Chili Peppers è proprio quello che ci voleva per riportare un po' di erotica verve fra le pieghe di questa rubrica.
E di certo non manca la carica sessuale al nostro tatuato cantante, che spesso ce lo ha ricordato con le succinte vesti nelle quali si presentava nei video e negli infucocati concerti del gruppo che ha inaugurato la gloriosa stagione del "crossover" degli anni '90, a colpi di funk imbastardito da distorsioni chitarristiche, bassi slappati, e quella voce, a volte simil-rap, altre così sensualmente black, che ne hanno decretato il successo planetario.
Adesso, a distanza di qualche anno, la sua band arranca, ma lui mantiene il fascino di sempre, magari meno esplosivo, più che altro in quanto costretto nell'impossibile conversione ad un look più consono ai suoi 41 anni, esuberante quindi nella sua insistita ostentazione del più caciarone pessimo gusto made in "West Coast", ma con quel malizioso sorriso storto sempre appiccicato su quella faccia da schiaffi, di certo ricordo di qualche trip rimasto troppo in circolo, ma altrettanto segno infallibile della sua irresistibile natura di incantatore di femmine.
D'altra parte, che altro poteva essere, con il serpente che si ritrova in mezzo alle gambe...











mercoledì 12 marzo 2008

Matthew Barney

Non sarà facile proseguire il nostro percorso dopo la frastornante botta di esuberanza local-giovanile che vi ho proposto per celebrare la festa della donna, ma l'imperterrito moderatore ama le sfide impossibili e per quest'oggi decide di affidarsi all'esperienza, alla sicurezza dell'uomo maturo e ed erudito, e tira fuori dal suo cilindro un prototipico esemplare di contemporaneità very cool che risponde al nome di:

Matthew Barney

Quarantenne artista americano, ex modello, ex sportivo, incarna alla perfezione il concetto di "uomo arrivato" del XXI secolo.
Egli è infatti bello, alto ed ha gli occhi azzurri, è il compagno di Björk, ed è uno dei più rinomati, e per questo richiesti, ergo, pagati, personaggi dell'esclusivissimo mondo dell'arte contemporanea, mondo popolato in maggioranza da quei pochi eletti dotati di cervelli superiori in grado di capire il senso delle sue video-opere, le quali consistono in kolossal-pachidermi di esperienze visive allucinate, popolate da personaggi mutanti, ibridi uomo-qualsiasi altra cosa, che sicuramente secondo l'autore rappresentano erudite metafore sulla decadenza della civiltà occidentale, la stessa civiltà che permette al bel Matthew di campare, presumo senza particolari ristrettezze economiche, dedicandosi alla costosa realizzazione di questi suoi immortali artefatti.
E allora, per celebrare degnamente la sua esclusività, ho scelto per voi delle pregevoli immagini, fra le quali mi preme di evidenziare quella in compagnia della sua artica dolce metà alla mostra del cinema di Venezia, nella quale Björk sfoggia un' agghiacciante borsetta "Braccialini-style", e lui, dal canto suo, ci tiene a sottolineare che, per quanto V.I.P, è pur sempre un artista, e quale migliore modo quindi di dimostrarcelo se non abbinare degli inguardabili sandali infradito ad un elegante completo grigio fumo...

Ma che vada affanculo!











sabato 8 marzo 2008

Tommaso Taviani

8 Marzo, festa delle donne.
Pensavate forse che il vostro moderatore si potesse dimenticare di una data del genere?
Direi proprio di no e quindi eccomi qua, eccezionalmente di sabato, per una puntata speciale che vi farà venire i brividi, dato
che, per un'occasione così importante, ho smesso di scandagliare i dorati lidi dello spettacolo, andando a scovare un sex symbol della porta accanto, senza scomodare Hollywood o Londra, Milano od Parigi, ecco a voi, in diretta da Campi Bisenzio:

Tommaso Taviani

Immagini che parlano da sole, queste che ritraggono il nostro nel suo abituale splendore, queste istantanee che mettono in risalto il suo sguardo lascivo, un po' cecato, ma profondo, così come il suo fisico asciutto ed atletico; Quelle braccia possenti allenate da anni di alpinismo estremo (c'è chi lo ha visto scalare a mani nude la levigatissima e impossibile superfice della Asl di Sesto Fiorentino, la scatola nera, per i ben informati) e da altrettante primavere spese a picchiare sui tamburi di quelle bands che lui ha reso celebri, grazie al suo drumming forsennato, che spesso ha portato gli ascoltatori a confonderlo con il batterista dei "Marlene Kuntz", rispetto al quale però, il nostro Tommaso può vantarsi di un'avvenenza sconcertante.
Ebbene si, sconcertante è il termine giusto quando si a che fare con esempi così ben torniti di mascolinità, e pensare che non è necessario sfogliare alcuna rivista patinata, nè sbavare davanti a qualche schermo di cinema, per godere delle sue grazie, basta addentrasi nelle pedici più impervie di Monte Morello, oppure, nel caso non abbiate gli scarponi da Trekking, avventurarsi dentro qualche sala prove, e rimanere abbagliate dalla sua chioma corvina, prima che lui metta a fuoco le vostre fattezze femminili (concedetegli almeno 10 minuti), e vi ricambi con un impagabile sorriso, facendovi capire, una volta per tutte, che il principe azzurro esiste, e non sta su qualche inarrivabile piedistallo, ma è proprio lì, a portata di mano, sulle rive del Bisenzio.
Arrivederci!











mercoledì 5 marzo 2008

Jason Schwartzman

Eccoci qua, un po' meno puntuale del solito quest'oggi, per proporvi la mia più recente scoperta, che, come le giovani promesse scovate all over the world da Pantaleo Corvino, dapprima vi potrà forse arricciare il naso, ma poi, nei prossimi giorni, complice il disgelo, sono sicuro vi si rivelerà come uno dei più promettenti sex symbol in circolazione.
Diamo quindi una rapida occhiata a:
Jason Schwartzman

Classico caso di paraculato all'ennesima potenza, questo giovine baffuto, nipote di Fancis Ford Coppola, e per questo motivo cugino di quella faccia di lontra di Nicolas Cage, sembrava inizialmente fottersene della dinastia cinemadipendente della quale fa parte, in quanto molto più attratto dalla musica, nel quale mondo pareva comunque riuscire a ritagliarsi un ruolo da protagonista come batterista della band Phantom Planet, si, quelli della ballata strappamutande "California".
Come se poi non contasse avere degli avi così importanti per ottenere contratti con le multinazionali del disco facendo della musica di merda...
O forse è proprio facendo musica di merda che si arriva ad ottenere contratti con le multinazionali del disco, per poi quindi dare luogo ad una stirpe di emuli protagonisti dello show-business.
Chissà...
In ogni caso, il damerino, stancatosi dopo un paio di tour insieme ai maroon 5 (e come biasimarlo!), si accorge finalmente di avere una corsia preferenziale nel mondo del cinema e così comincia ad apparire in vari film, da "Rushmore" a "Vita da strega" fino a "Maria Antonietta" (guarda cosa diretto dalla cugina Sofia Coppola...).
In pratica, che vi piaccia o no, lui ce l'ha fatta, ciò non toglie che rimanga uno sfigato perchè è praticamente uguale a Jared Leto, che ha fatto il salto musica-cinema prima di lui e quindi il nostro paraculato non può che essere considerato decisamente derivativo!

ahahahahaha!

arrivederci