mercoledì 30 luglio 2008

Luigi Lo Cascio

Ok.
Il fashionista afro non v'è garbato.
Ne prendo dolorosamente atto e torno alla mia mai sopita attitudine da provocatore
e vi propongo come odierno sex symbol un cesso come


Luigi Lo Cascio


Che il suo cognome si scriva tutto attaccato o meno è indifferente, qui siamo di fronte ad uno che può piacere, certo, perchè è un attore decisamente
preparato, perchè come vi prepara le linguette alo scoglio lui non ve le prepara nessuno, perchè si infila sempre nel film giusto al momento giusto, ma soprattutto, ammettiamolo una buona volta, piace perchè è un nano, e si sa, di quale virtù siano forniti questi esseri apparentemente tagliati fuori dalla società.
E invece lui ce l'ha fatta, grazie a queste doti nascoste e ad altre invece più in vista, ad esempio il suo taglio di capelli da sempre modellato da quintali di Lacca "Cielo alto", della quale lui è fiero testimonial da svariati anni, le sue folte sopracciglia (dettaglio, che vale la pena ricordarlo, spesso fa la differenza), le sue pupille nere e quel fare dimesso che gli ha permesso di scivolare furtivo come una "vipera del Gabon" fra le profumate lenzuola di talami di ogni latitudine, e non solamente, come i maligni sostengono, nel circondario di Bagheria, così, "alla zitta", senza luci della ribalta e gossip di vario tipo, con quella faccia apparentemente anonima che lo ha reso icona del cinema italiano degli ultimi anni, e quella dote nascosta, of course, che lo rende letale per ogni donna...









mercoledì 23 luglio 2008

Taz Arnold

La personalità.
Merce rara, in questa era ostaggio del social networking e di smartphones di ogni tipo.
Quello slancio, a volte anche presuntuoso ed egoistico, che porta un individuo ad imporre il proprio talento, a volte anche grazie ad
un' infarinatura di esuberanza fashionista, come nel caso di:

Taz Arnold

Parte del collettivo funk-psichedelico "Sa-Ra", questo "afro-freak" per eccellenza, erede di una lunga tradizione USA che da George Clinton a Rick James ad Andrè 3000 giunge fino ai nostri giorni, percorrendo una via lastricata di pailletes e cocaina, è il nome più adatto a turbare i sogni di donne di ogni età assopite sotto il sole di Donoratico (LI).
Che poi Donoratico (LI) è come South Central (CA), le coordinate geografiche sono una pura convenzione.
Decisamente anticonvenzionale è invece il look di Taz ("Ti$a", per gli amici, che poi sono tutti assistenti sociali) il quale, con i suoi colori shock rivela con invidiabile aplomb, tutte le sue dipendenze, compresa quella dal funk, che, è risaputo, è sempre andato a braccetto con vari tipi di dope.
Egli è pure un fervente sostenitore, oltre che della fornicazione ad oltranza, di Barack Obama, e lo ha fatto sapere al mondo intero con una serie di videos in perfetto stile Calforniano, nei quali, come in un gospel caleidoscopico, innalza i suoi peana ad Obama, biascicando ripetutamente il nome del presunto salvatore dell'America in un delirio di breakdancers e cheerleaders.
Non è dato sapere come abbia reagito il candidato democratico alle presidenziali USA, ma si vocifera che anche lui, dopo un incontro in Capannina con il variopinto MC Losangelino, abbia affrontato gli impegni dei giorni successivi senza mai togliersi gli occhiali scuri...

Dope+consciousness= L O V E










mercoledì 16 luglio 2008

Mikhail Baryshnikov

"...In Europe and America, there's a growing feeling of hysteria
Conditioned to respond to all the threats
In the rhetorical speeches of the Soviets
Mr. Krushchev said we will bury you
I don't subscribe to this point of view
It would be such an ignorant thing to do
If the Russian love their children too...
"

Liriche impaurite cantava uno Sting all'inizio della sua babbionesca carriera solista, in tempi di guerra fredda e disastri nucleari, scenari che di sicuro non facevano presagire all'odierno opulento stato dell'ex Unione Sovietica, ma quantomeno adatti a far risaltare la volteggiante silhouette di:

Mikhail Baryshnikov

Considerato unanimemente come una delle più alte espressioni della danza del '900, l'odierno vecchiardo si pianta sui vostri schermi, ovviamente dopo una piroetta con annesso triplo carpiato, dopo la doppietta sporty delle settimane scorse, come punto cardine necessario a ristabilire lo spessore intellettuale di questa rubrica, messo in discussione dalle recenti sarabande di pannocchie e tatuaggi.
Messosi in luce contemporaneamnete al progressivo oscurimento della stella del danceur per eccellenza Rudolf Nureyev, questo sovietico dallo sguardo rassicurante e dall'indiscutibile savoir faire, dopo aver percorso la classica via crucis dell'apprendimento della tecnica, che, come è noto, in Russia significa anche passare attraverso prove da iron man quali il "salto del Grizzly a piedi uniti" e "il Rond de jambe immerso nel Boršè ardente", ha beneficiato della caduta del regime comunista, come altri suoi connazionali mafiosi e puttanieri vari, per assaggiare le meraviglie dello show business occidentale.
Prova ne è il recente cameo nella serie tv cult "Sex and the City", dove l'imperturbabile purista dei volteggi, si adopera ben bene per sedurre Sarah Jessica Parker, la quale ovviamente non rimane indifferente al fascino dell'uomo venuto dal freddo.
E come lei anche la sempre vegliarda Barbra Streisand, con la lungimiranza che da sempre la caratterizza, si fece turbare i sogni (come testimonia il clip qui sotto riportato) dal conturbante atletismo del ballerino di Riga, sdoganandolo come sex symbol in un'epoca di forti tensioni, nonchè come subliminale segno di dominazione USA, lui scappato negli Stati Uniti dalla metà degli anni'70, e ivi amato e glorificato, con buona pace di Krushchev ma non di Sting, che i russi proprio non li può vedere.










martedì 8 luglio 2008

Matthew McConaughey

Questo infuocato luglio ci ottunde la mente, e tanti di noi ancora non possono affrancarsi dalle abituali occupazioni per abbandonarsi alle classiche escursioni marittime se non in intasati weekends da spendere nella spasmodica ricerca di eritemi solari e discariche acquatiche mucillagginose.
Ma nel mezzo della settimana può capitare che lo strato di alghe, come toccato dal bacchio di Mosè, si faccia più rado e faccia emergere, con il culo piantato sulla punta della sua tavola da surf:

Matthew McConaughey

Epitome del "tipo da spiaggia", questo Texano dalla pelle ambrata è stato più volte inserito nelle classifiche degli uomini più affascinanti del globo, e non si direbbe a torto, a giudicare dai notevoli tranches de femme che ho visto comparire di fianco a lui nelle immagini scaturite dalla mia settimanale ricerca via web, e che ho omesso dalla pubblicazione per pura e semplice invidia...
I ben informati mi dicono che sia attore, dettaglio che mi pare più che trascurabile quando Wikipedia ci svela questi dettagli piccanti relativi alla sua vita privata

"..Ma le cronache non parlano solo delle sue interpretazioni cinematografiche, ma anche delle sue disavventure, culminate nell'ottobre del 1999 con l'arresto per possesso di marijuana e resistenza alle autorità. La polizia era intervenuta, dopo i vari reclami dei vicini che non sopportavano che McConaughey, in compagnia dell'amico Cole Hauser, suonasse nudo i bonghi tutta la notte."

Ed allora io lo rivedo, nello scorso weekend, vagare ebbro nella mucillagine Pelaghese, strizzando l'occhio a chi gli può offire un sorso di "Ceres" o un unghia di mofu, ballare lascivo al ritmo indiavolato (leggermente inflazionato) della pizzica, conversare con sconosciuti sulla qualità della vita in campagna ed elargire, seduto sul palco nel dopo concerto, preziosi consigli sulla cura del corpo.
E la terza foto dal basso, dove spunta dal suo costume una "pannocchia fritta", tipica vettovaglia del festival "On the Road", ci conferma la sua recente presenza sul suolo Toscano, e se da una parte rimane indelebile memoria di sballi, dall'altra reca notevoli nubi sull'identità sessuale di Matthew McConaughey, l'uomo più sexy del mondo...











mercoledì 2 luglio 2008

Sergio Ramos

La Spagna, si sa, è un paese mediterraneo, e come tale il suo contributo al progresso della civiltà occidentale, eccezion fatta per qualche meteora del passato come Luis Moreno o gli Heroes del Silencio, è sempre stato decisamente relativo.
E non ditemi che basta la recente instaurazione di un governatore illuminato per giustificare un'era di siestas, paellas, sovrani mummificati e caudilli vari.
Ma bisogna pur sempre riconoscere i meriti quando si palesano e quindi, dato che le furie rosse si sono laureate campioni d'europa per nazioni, mi sembra cosa buona e giusta celebrare un atletico esempio di "macho" tipicamente latino quale è

Sergio Ramos

Fiero terzino del Real Madrid e della nazionale spagnola, questo ventiduenne, che come tutti i calciatori dimostra almeno diciotto anni di più, ha contribuito alla cavalcata della sua nazionale fin verso il trionfo della finale di Vienna, mostrando alle platee di tutta europa il suo profilo da Indio (che sia figlio della stessa mamma di Camoranesi?) ed i suoi tipici tatuaggi da calciatore, ormai uno dei più grossi tarli della società dell'immagine.
Eh si perchè è innegabile che ormai da qualche anno esista questa nuova forma di marchio tribale con cui questa tribù di mammiferi usa distinguersi ed evidenziare la sua appartenenza ad una casta eletta, che si manifesta principalmente sugli avambracci nelle seguenti varianti:

1 - tribale scelto a caso dall'album di presets del tatuatore (anch'esso scelto a caso).
2 - nome della compagna-moglie-figlia-amante, rigorosamente in caratteri gotici.
3 - date celebrative di trionfi sportivi oppure riferite alle generalità dei propri cari (codice fiscale compreso).

Non ne è immune ovviamente il nostro odierno marpione, che oltre all'appena descritta caratteristica ne presenta altre spesso rintracciabili nella categoria calciatore quali il capello lungo (unto) e la relativa fascetta elastica contenitiva, abbinamento che lo rende una via di mezzo fra un cantante metal ed un wrestler dei primi anni'90, praticamente quanto di peggio sia stato avvistato prima della fine del secolo scorso, dopo l'inarrivabile epopea degli eighties...

Hasta la victoria!