mercoledì 29 ottobre 2008

Eric Balfour

Ok, ho scandagliato l'avvenenza british più illuminata, quella che a colpi di stile e talento artistico riesce a diradare le nebbie d'albione, ma adesso basta.
Basta con questa edulcorazione, basta col bello che deve avere anche il cervello.
Oggi si celebra l'EROS.
E quindi, introdotto da sbuffi di locomotiva e nitriti equini vengo a presentarvi:

Eric Balfour

Ignota è la sua occupazione, che sia elettrauto o art director poco importa quando ci si trova al cospetto di un manzo così temerario, uno che non esita a mostrare gli attributi, nel bel mezzo di un set pubblicitario come a bagno nel lago di Galiga, un'impertinente egocentrico che, sicuro di un irresitibile sex appeal, non si accontenta di vincere, ma vuole dilagare.
Un macchina del sesso pronta a mettersi in moto ad ogni occasione, quando il suo sguardo torvo intercetta la predestinata, poco importa che si trovi nell'affollata pista di una discoteca o al ricevimento per il battesimo del nipote, lui non caca.

Lui deve consumare.
Hic et nunc.

Non tardate un secondo a resistere al suo ardore perchè avrà già un'altra vittima nelle sue coordinate, lasciate perdere i freni inibitori, cancellate dall'ipod® "Quello che le donne non dicono", e considerate, invece, che Fiorella Mannoia, se mai avesse incontrato nella sua vita un uomo come Eric, avrebbe da tempo terminato di fracassarci le palle come laccata interprete di Pop d'autore, ma si presenterebbe in pantaloni di latex® urlando imprecazioni contro la Gelmini su basi dubstep prodotte da Kevin Martin.
Sarebbe, con ogni probabilità, la versione conscious di Fabri Fibra.
E scusate se è poco.










mercoledì 22 ottobre 2008

Damon Albarn

Il vecchio non vi garba.
Il giovane è troppo giovane.
In medio stat virtus, dicevano gli antichi, e il prode moderatore non esita a farsi illuminare dalla saggezza dei tempi che furono per presentarvi uno dei quarantenni più affascinanti del pianeta, tipicamente british come l'icona ingiustamente denigrata la settimana scorsa, ma con in più quel tocco di imprevedibiità ed una dose smisurata di talento, che sembra aumentare esponenzialmente col passare degli anni...
Ladies & gentlemen, stiamo parlando di:

Damon Albarn

Il fu cantante dei Blur, che i tabloid inglesi volevano limitare ad ammiccante biondino da dare in pasto alle masse, fameliche di nuovi eroi made in UK, si è da tempo svincolato dalle strette gabbie del "Brit Pop" e dalla forzata competizione con i fratelli Gallagher, per dare spazio alla sua famelica curiosità, che lo ha portato ad incidere dischi con artisti africani, così come a formare un ibrido collettivo Hip-Hop+canzone come i "Gorillaz", riuscendo brillantemente in un territorio dove l'ombra del kitsch è perennemente in agguato, fino alle più recenti derive noir-groove con "The Good, the Bad and the Queen, per andare a finire (roba di questi giorni) addirittura in Cina, dove, in un mirabile equilibrio di sintetizzatori e rispetto per la tradizione locale, ha creato il disco "Monkey", ennesimo tassello di un caleidoscopio musicale che sembra non conoscere limiti.
Disco dopo disco, anno dopo anno, lui è sempre lì, con la sua fida boccia di whiskey e con il suo sorrisetto sbruffone, tipico di chi sa di essere il primo della classe, senza più la ciuffata trasversale sulla fronte, tipica del bambesio stiloso anni '90, ma con eleganti completi gessati, che ne incastonano la smagliante maturità e lo consegnano alle vostre fantasie, elegante seduttore sfavato, dalle cattive frequentazioni, che scureggia mentre si siede al piano ma si fa perdonare sussurrando:
"Now all my love is out
It's just for you
It's not a love song
It's the last song for you
"...














mercoledì 15 ottobre 2008

Michael Caine

L'uomo maturo piace, raccoglie i frutti di una gioventù privilegiata e, con la saggezza acquistata superando brillantemente gli ostacoli che la vita ha posto sul suo cammino, acquisisce un notevole bonus di fascino.
E quando il fascino si lega idissolubilmente ad una eleganza inconfutabile, si arriva ai masimi livelli dell'avvenenza, e l'età non può altro che incorniciare lo status di perfetto "British dandy" di:

Michael Caine


Nato Maurice Joseph Micklewhite, nome al quale da qualche anno può vantare di anteporre il titolo di "Sir", il nostro maestro di stile made in UK è un esempio di tenacia, che, unita al suo proverbiale understatement, lo hanno portato dagli inizi scanzonati in film brillanti ma poco considerati, alla maturazione post-anta, che gli ha portato due oscar e gli ha fatto raggiungere l'olimpo delle grandi star, a differenza delle quali però, Michael rifugge spesso le luci della ribalta, isolandosi nella sua pensione dorata nel Surrey, sorseggiando il più classico dei Tea e ricomparendo, di tanto in tanto, in quache produzione più recente, tipo il remake del vechio film "Sleuth", giusto per dare lezioni di stile al suo più celebrato (e scapestrato) epigono, colui al quale ha ceduto lo scettro del fascino anglossassone, ma che, riguardo allo stile, all'eleganza, allo statuario distacco di Michael Caine, signore e signori, di strada ne ha ancora parecchia da percorrere...

















mercoledì 8 ottobre 2008

Massimo Ciavarro

Un misto di nostalgia e malinconia, depressione e terrore avvolge la mia mente nello scoprire fra i concorrenti della nuova edizione de "L'Isola dei Famosi", un pezzo di storia del costume italiano, soprattutto di quello da bagno, un ricottaro DOC che tutti noi conosciamo come:

Massimo Ciavarro

C'è il mare nel destino di quest'uomo.
Il cerchio si chiude, dal Sapore di sale che si spandeva nell'aria di estati al gusto di "Calippo" all'attuale, autorevole, relitto VIP, imperturbabilmente fiero cinquantenne, a proprio agio tra le mangrovie tropicali proprio come sulle spiaggie di Ostia tanti anni fa.
Non si può che ammettere che l'ex sogno proibito delle ragazzine in "Moncler" si difenda molto bene nonostante non sia più l'aitante giovane marpione delle indimenticabili saghe Vanziniane, e ci si potrebbe pure sbilanciare nel ritenerlo forse ancor più attraente di una volta, in queste inedite vesti da "Robinson Crusoe", che mettono in risalto i suoi tratti profondamente latini, malinconicamente vissuti, incorniciando questa sua attuale tela di pelle rugosa e abbrustolita da cocktail di lampade e sporco incrostato, dove i proverbiali fanali azzurri, ormai dimentichi di Eleonora Giorgi rifulgono della luce di Cayo Cochinos, ed illuminano con riflessi cerulei leviatani di cellulite come il culo della Marini.
Ed è qui che il nostro si riscatta, di fianco al disagio di un ex campione come Antonio Cabrini (la scuola Juve produce mostri, è arcinoto) e da dimenticato piedistallo di filmetti di bassa levatura, si rilancia in grande stile, naufrago negli sterili palinsesti di questa televisione contemporanea, ma saldamente al timone di una vita che gli ha dato cinque minuti di fama e venti anni di oscuramento per arrivare al momento in cui, dopo questi attuali, effimeri, ulteriori scampoli di ribalta, non se lo inculerà più nessuno, a parte Vladimir Luxuria.














mercoledì 1 ottobre 2008

He-Man

In questa era di congelamento dei contatti umani, sempre più succubi del "Social Networking", non basta un normale uomo a soddisfare palati ormai avvezzi a trovare ogni genere di leccornia semplicemente digitando in qualsiasi motore di ricerca combinazioni casuali di parole come "sesso", "fornicazione", "palledoro" o "girl power" (per non citarne altre troppo esplicite).
C'è bisogno di un supereroe vintage, non ancora attaccato dalla pedofilia giapponese, un uomo tutto muscoli, capelli compresi, che si usa ricordare con il nome di:

He-Man

Master of the Universe per natura, ben prima delle autoproclamazioni di Jose Mourinho o di Silvio Berlusconi, non mancherà di risvegliare bollenti spiriti in tutte voi, dal momento che costui unisce, nella medesima figura, quel letale mix di fascino e potenza, che nella storia dei sex symbol, da Andreotti a Sarkozy, ha più volte obnubilato parecchie menti femminili.
E badate bene che in questo caso siamo addirittura oltre a quel potere temporale che ha reso affascinanti anche paradossi del genere umano come Craxi o Cirino Pomicino, qui si parla di Forza bruta, muscolatura esplosiva, mandata in orbita dal semplice tocco del suo magico spadone, che rendeva il nostro culturista dalla pelle ambrata un prodigio di prestanza atletica, un caterpillar® capace, con la sola imposizione delle mani, di spostare montagne, ribaltare barrocci, scaccolare giraffe e risolvere cubi di Rubik® in sette nanosecondi.
Mi preme sottolineare infine che, nonostante tutto questo sforzo, la sua proverbiale messinpiega giammai subiva variazioni di rilievo, grazie a un amor proprio, che portava il buon vecchio He-Man, ad aggiustarsi ripetutamente la chioma tramite fulminei (tanto da risultare inavvertibili agli occhi dei comuni mortali), movimenti di pettine, che teneva nascosto nel manico dello spadone; gesta che hanno reso la sua acconciatura assolutamente mitologica, imitata nei secoli dei secoli da uomini senza superpoteri che ne hanno cercato di replicare l'avvenenza, con risultati spesso risibili, a volte drammatici (file under: Pavel Nedved), ma in un solo caso, quello di Nino D'Angelo, assolutamente esaltanti.