mercoledì 26 novembre 2008

Giulio Berruti

Ritorno a casa, oggi, nel nostro momentaneamente infreddolito stivale, dopo tanto peregrinare in terre straniere, consapevole di trovare risorse sempre nuove fra la fauna maschile italica, sicuro della fortezza del campanilismo mediterraneo, che ben può essere alimentato da un adone come:

Giulio Berruti

Glaciale nel suo sguardo, ma bollente nel suo proporzionato atletismo, costui è una prova evidente che, nel mondo dello spettacolo, seguire certi consigli può essere un viatico verso il successo.
Prendiamo ad esempio Nicolas Cage, il quale, riconoscendo di avere una notevole faccia-a-culo, unita ad una stempiatura che definire "fronte alta" sarebbe un eufemismo, aveva deciso in giovane età di lanciarsi in una brillante carriera come promotore finanziario per conto dell'agenzia di Cesare Ragazzi, fino a che, un giorno, durante una visita promozionale ad una agenzia di casting, incontra suo zio Francis Ford Coppola, che gli consiglia la carriera di attore, prospettandogli un futuro radioso a patto che lui mantenesse sempre, costantemente, statuariamente, quella beata espressione da "pesce lesso" che confermava ad ogni suo colloquio di lavoro.
"Non cercare di nascondere il beota che sei, sii te stesso, favaccia!", gli disse il saggio zio.
Il giovane Nicolas accolse il consiglio, ed ora lo riconosciamo tutti come uno dei volti più noti del cinema internazionale.
Lo stesso, più o meno, accadde a Giulio Berruti, che, da tipico adolescente medio, impazzava in scorribande con la sua fiammante 125, sognando di ripercorrere la carriera da centauro del suo concittadino Max Biaggi.
"Minchia, che ambizione!" si sarebbe portati ad esclamare, ma fortunatamente, anche per lui, arrivò il momento dell'incontro fatale, quello che ti apre la mente verso orizzonti insperati.
"Stamme a sentì" gli disse DJ Fune della discoteca "New Line" di Anzio, "Lassa perde e moto. Pe' trombatte e veline, dato 'r cervello che te ritrovi, o fai er carciatore, o te fai da' na parte 'n quarche ficscion, je fai l'occhio piacione e se vedemo su Canale 5".
E fù così che il bel Giulio, dopo aver verificato di avere i piedi come due roncole, bussò alla porta di "Elisa di Rivombrosa", lei gli aprì, lo accolse nel suo cast, e lo portò in camporella alla cascata delle Marmore...










8 commenti:

CE ha detto...

ohi ohi...pare di gomma...Bea, tte che dici? Non sono convinta...

Beatrice ha detto...

Nemmeno io Cé, ti dico la verità...
Però non è da buttassi proprio via, un salto a vedere i guizzi alla cascata delle Marmore ce lo porterei ma non mi metterei nemmeno quel girocollo da castigata della Rivombrosa, vero...
La storia sua, come quella di Nicola Gabbia mi ha comunque appassionato molto di più delle foto. Comunque se fosse di gomma Cé rimbalzerebbe, e questo secondo me e un rimbalza alla prima!
Però finto si...
Voto un seuccio.
Baci
Bea

CE ha detto...

Anche a me è piaciuta la storia.
E ammiro tanto la tua saggezza in fatto di uomini, amica Bea.

Anonimo ha detto...

daltronde (macomecazzosiscrive) ancora nessuna è riuscita a strapparle lo scettro...(intendo alla Bea)
un solo commento: aò!
angy

MEO ha detto...

ma questo l'è un bellone alla bic jim... come se ne vedevano negli anni 80-90... avenne!!!!!

Beatrice ha detto...

...Ecco un degno suceessore al trono: MEO, esprimiti più spesso.

Anonimo ha detto...

non mi dice tanto, ma mi sembra uno dei boys della Carra' e la Raffa ( quella con la maiuscola) la sa senza dubbio piu' lunga di me...
raffa

Anonimo ha detto...

Azz! Non vi dice tanto questo, mentre gli stereotipi come Verga vi piacciono. Mah. Poi se questo è finto, Verga lo è ancor di più. Lui è tutto di gomma, tipo quelli del wrestling (pieno di steroidi) e le foto sono photoshoppate.

Cmq per intenderci, moltissime fan ritengono Giulio uno dei più belli del mondo, anche all'estero!