mercoledì 24 dicembre 2008

Ezequiel Lavezzi

Io sono un romantico.
E non c'è giorno migliore della vigilia di Natale per celebrare degnamente una modernissima incarnazione di Romanticismo e machismo sportivo, di indisciplina tattica quanto alimentare che non poteva che trovare terreno fertile all'ombra del Vesuvio, nella terra simbolo del presepe, tradizione alla quale il sottoscritto moderatore è particolarmente affezionato, all'interno di uno stadio che sa ancora innamorarsi di chi interpreta il calcio come un gioco, e che, di conseguenza, si diverte ad osservare i tarantolati scatti di:

Ezequiel Lavezzi

Questo ventitreenne argentino da due anni accende con le sue accelerazioni fulminanti il cuore dello stadio San Paolo, per troppo tempo lontano dalle luci della ribalta, e di nuovo tornato agli antichi fasti dei periodi di Maradona e di Gianfranco Zola, inarrivabili players dal baricentro basso e dalla inesauribile creatività, non ancora lobotomizzata dagli steroidi e dalle preparazioni atletiche Cyborg-oriented.
Lavezzi è grasso, molto più grasso del resto degli attaccanti della "serie A", ma puntualmente lascia di stucco fior fiori di difensori, fulminandoli con il suo lascivo sguardo da fattone, nello stesso istante in cui le sue corte leve cominciano a mulinare, innestando una danza frenetica, incorniciata dagli svolazzi della ciuffata unta, che è pura ARTE, alimentata da corrente elettrica 220V, che la seconda punta del Napoli si porta dentro il corpo dai tempi della gioventù, nei quali si divideva fra le giovanili del "Boca Juniors", ed il lavoro da elettricista con il fratello.
Un'anarchica ed esplosiva creatività calcistica legata a doppio filo ad un aspetto non proprio da "atleta sano", fanno di lui un sex symbol irresistibile, atipicamente natalizio, in quanto popolare ma non proprio politically correct, lontano dalla patinatura del pallone d'oro Ronaldo e dallo shopping del re dei metrosexual Beckham, asettiche strenne pre-natalizie, sorridenti per contratto, che, nella mia concezione delle festività, vengono spazzate via dai rotoli di ciccia di Lavezzi, che, a differenza dei due succitati mostri, quando gioca a calcio, si diverte davvero.









3 commenti:

Irene ha detto...

ero pronta a scrivere "hhhiiiii!!!", ma poi ho letto il tuo commento e mi ha fatto simpatia. Allora, questo tizio è brutto tremendo, soprattutto per via dei capelli unti (sarà anche arte...) e dell'assurdo collo che si ritrova. Ma non posso che unirmi al coro e gridare VIVA LA CICCIA!
auguri

CE ha detto...

Lavezzi non si guarda, però amo il buon il calcio, l'Argentina e simpatizzo Napoli. Eppoi è Natale!
Quindi...W Lavezzi

Anonimo ha detto...

massi' W il panzottone! raffa