mercoledì 28 gennaio 2009

Raz Degan

Ci vuole, di tanto in tanto, un compromesso.
Uno scendere a patti con il "nazional-popolare", per quanto molteplici siano le sfaccettature di questa definizione, spesso usata a sproposito ma non quando si parla di un personaggio che, per un periodo piuttosto effimero, ha popolato i sogni erotici di molte italiane, e adesso che pare essersi scrollato di dosso quella superficiale popolarità, penso, da buon bastian contrario quale sono, che sia giunto il momento di sdoganarlo anche in questo nostro appuntamento settimanale, da sempre abituato a sguazzare nei territori della più alta erudizione.

Ladies & gentlemen, sto parlando di:

Raz Degan

Nato 40 anni fa in un kibbutz israelitico, apparve, fulmine a ciel sereno, come ambasciatore dello jagermeister® sulle nostre tv non ancora al plasma, nel classico ruolo del bello sfavato che non beveva l'amaro perchè "erano cazzi sua" e, anche se si stenta a crederlo, questa interpretazione da Oscar, lo rese un sex symbol, esotico e originale quanto basta per far aumentare vertiginosamente il tasso di cirrosi epatica delle teledipendenti italiane.

Poi scomparve.

Riapparve improvvisamente come cane da passeggio di Paola Barale, la quale non perdeva occasione di ostentarlo in ogni occasione, arrivando addirittura a infilare nei palinsesti Mediaset© una sorta di "road trip-reality show", durante il quale i due andavano in cerca di se stessi per lande esotiche, per poi regolarmente finire in motel a ore che potevano trovare anche a Empoli.
Ma il nostro bel Raz, mentre abilmente cercava di non farsi impagliare dalla Barale, studiava da attore, e piano piano, umilmente diposto ad accettare una necessaria gavetta, arriva al giorno in cui Ermanno Olmi lo sceglie per l'interpretazione di una sorta di "Messia-wannabe".
E qui sorprende.
Via il completo gessato dello spot dell'amaro, via le ospitate da buffone al Maurizio Costanzo Show, via la Barale, dentro la Smutniak, soffiata a Taricone (applausi), si ritaglia stabilmente una nuova identità basata sull'understatement.
Pensate ciò che volete, quest'uomo ha il mio rispetto.










7 commenti:

kathleen ha detto...

viva il revival! l'arte sta nel riproporre quello che un tempo veniva snobbato perchè troppo popolare, come oggetto di culto... proprio come i fuseaux viola e la lorella cuccarini

Anonimo ha detto...

...che bella storia....raz è raz è razzazzazà razzazzazà razzazzzazzza! za za!
travellinoforever

Beatrice ha detto...

Nulla da dire su ì Razzone dì Degàn, che spopolava, spopola e spopolerà sempre. Anzi, sono convinta che questo l'è come ì vino bono....Più invecchia, più migliora. E comunque la storia prestigiosissima, di grande talento, il moderatore anche a questa girata ci fa bene!Una gioia di racconto. L'unica pecca è forse l'orgine, ma già s'era constatato nel 2003 con l'°Anto e Travellino che quella gente lì sono dei gran fichi, dovrebbero semplicemente bombardare meno.
Comunque bello bello bello, so a favore di lui dello jagermeister e dei fusò (e non li chiamate leggins per favore!!!!)
Bea

paola ha detto...

si si siiiiiiii!!!mi garba sta storia che m'ero dimenticata che esisteva... ma visto che tu l'hai riesumato non posso che approvare!!

Irene ha detto...

ma non era un nano? dalle foto non sembra...oppure la barale è ancora più nana di lui...
comunque fico!
(daniela..."raz è raz è razzazzazà razzazzazà razzazzzazzza! za za!"??!!)

Anonimo ha detto...

mi e' venuta voglia di jagermaister...
raffa

Sara ha detto...

Oddioo io l'ho visto da Vicino in discotecaaa ( tipo 10 anni fà...) Che Grandissimo Pezzo di F..o !!!! Mado''' Che Sguardo, che Capelli, che Fisico che pelle Ambrata...ora mi serve una doccia fredda immediata!!!
Ricordo che nella mia follia post adolescenziale quella sera gli rubai l'elastico dei capelli... e gli dissi che era un peccato avere i capelli raccolti... lui mi sorrise! ahh ( Sospiro... <3 )