mercoledì 25 marzo 2009

Seun Kuti

Un tuffo nell'incandescenza dell'istinto primordiale è quello che ci vuole, ogni tanto, visto che l'ultima proposta colorata, sdoganata attraverso questi post, non aveva incontrato il gusto della platea sempre più esigente di questo settimanale appuntamento.
Sono quindi fiero di introdurre, alzando il pugno al cielo:

Seun Kuti

Musicista nigeriano, è il figlio più giovane della legione di eredi scaturita dall'opulento seme del padre Fela, indimenticabile leggenda della musica (e non solo) Africana, nonchè quello che ne ripercorre più da vicino il percorso artistico, basti sapere che suona con la stessa band del genitore presidente nero.
Ma non siamo qui per discutere su quanto e come egli sfrutti questa sua discendenza diretta, ma bensì per celebrare la sua ferina avvenenza, apparsa come oracolo la settimana scorsa, quando Seun ha incendiato la collina del Poggetto come da anni non succedeva (ancora sogno il forsennato booty shaking delle coriste...).
Le movenze ritmate dei suoi muscoli levigati, il carisma del bandleader infagottato nei suoi scintillanti costumi tigrati, l'impeto col quale soffia nel suo sax contralto (esattamente come la buonanima di Anikulapo), altro non sono che la metafora di un atletismo sessuale ostentato come fiero marchio del continente nero, sputato in faccia agli ascoltatori, soprattutto quelli occidentali, al suo cospetto sicuramente sottodotati, lasciandoli inermi e atterriti di fronte alle raffiche di afrobeat accese da micce di fiati starnazzanti.
Nulla si può al confronto di tale stirpe eletta, si ammette l'inferiorità e si torna davanti al computer, composti nelle nostre abitudini agiate, con in mente la Nigeria, e il culo delle coriste...








mercoledì 18 marzo 2009

Romain Duris

C'è un genere che non passa mai di moda nello sconfinato mondo dei sex symbols.
Lo Scapigliato.
Colui, cioè, che fa dell'anarchia della chioma il principale strumento di seduzione, che, col semplice passaggio di una mano investigatrice nel cuoio capelluto, fa strage di cuori, nonchè di parrucchieri.
Così, quale ipotetico trait d'union fra Arrigo Boito e Morgan, vengo oggi a presentarvi:

Romain Duris

Attore versatile, giovane quanto basta, scapigliato, per l'appunto e per di più francese, caratteristica che, unita alla selvaggia intraprendenza dei suoi boccoli, incuriosisce gli sguardi più variegati, per il non trascurabile aspetto che il suo dolce idioma va a mitigare la spavalderia del look, andando a creare una reazione chimica che può essere letale per alcuni (portatori di riporto, specialmente) ma assolutamente irresistibile per molte altre.
A suo agio fra i ruoli più diversi, dal finto gitano dei film di Tony Gatlif, ad Arsenio Lupin, al classico bambesio (non scapigliato, in questo caso) de "l'appartamento spagnolo", si è guadagnato in patria una certa popolarità, traguardo non proprio invidiabile, se teniamo conto che, da quelle parti, è popolare anche Riccardo Cocciante, ma ciò gli è comunque servito per poter trasfomare la sua trasandatezza in simulacro erotico.
D'altronde è risaputo che la fama cancella ogni difetto, e perciò, il nostro odierno spaventacoiffeur, non ha più modo di vergognarsi se, ogni volta che si guarda le scarpe, cadono dai suoi riccioli scartoffie di ogni tipo, dai pidocchi alle piante grasse, perchè in ogni caso ci sarà qualcuno pronto a raccoglierle e a conservarle per i posteri, quali reliquie del fu artista.
Parrucchieri siete avvertiti, preparate l'esfoliante.









mercoledì 11 marzo 2009

Filippo Timi

Si è soliti isolare un campione di bellezza come l'incarnazione assoluta di perfezione, come l'innarivabile proiezione di ciò che non siamo, relegando in disparte l'irresistibile avvenenza dei difetti, quell'insieme di debolezze, o presunte tali, che rendono una persona originale, unica, proprio perchè fallibile.
Ed è questa la forza di una figura come quella di:

Filippo Timi

Attore giovane ma con un saldo curriculum teatrale, compresi importanti e meritati riconoscimenti, ma soprattutto l'incarnazione del più classico degli sfigati.
Ansioso, balbuziente, pare afflitto da seri problemi di vista e, come se non bastasse, Perugino (che non mi sembra un difetto trascurabile), ma allo stesso tempo capace di ritagliarsi un ruolo da protagonista sulla scena, con quella sua voce tanto sensuale e ruvida quanto incerta e frastagliata, quella gestualità imprevedibile di chi sembra non sentirsi mai a proprio agio, quella curiosità che, dai teatri e dalle pellicole, lo ha portato a cimentarsi nella scrttura (tre romanzi all'attivo, il primo "Tuttalpiù muoio", che trasuda passione e spontaneità da ogni pagina).
Uno che se ne frega delle convenzioni, dei compromessi, della superficialità dei giudizi dei perbenisti, e proprio in virtù di questo, ha successo.
Nell'era della provocatoria spavalderia di Mourinho, che qualche ridicola firma da quotidiano vuole sdoganare come maestria comunicativa, io celebro il disagio come arma vincente, perchè sono un fottuto bastian contrario, e me ne vanto.








mercoledì 4 marzo 2009

Luca Barbarossa

C'è bisogno, di tanto in tanto, di un bagno di umiltà.
In tempi di recessione, anche in questo nostro fantasticare settimanale, è bene tornare coi piedi per terra, e rivolgere gli abituali complimenti ad un classico ragazzo della porta accanto, un bamboccione dalla faccia pulita, ed è per questo che l'odierno eletto, con sommo riconoscimento verso un competente suggeritore dell'hinterland fiorentino, ha le fattezze di:

Luca Barbarossa

Cantautore all'amatriciana, modi gentili e sguardo profondo di chi vi guarda nell'anima, e non solo nella scollatura della maglietta, di chi vi prende per mano con la stessa delicatezza con la quale accarezza il manico della sua chitarra, intonando serenate che hanno messo d'accordo generazioni di donne che si ritenevano lontane anni luce, soprattutto relativamente al suo spessore artistico, che è evidentemente inesistente.
Ma non siamo qui per decantarne le doti canore, quanto per celebrare la sua perfezione logistica di partner, quello, cioè, che non vi rompe il cazzo se il lunedì sera ve ne state appiccicate per tre ore su raiDue a guardare X Factor, ma anzi partecipa alla visione commentando tecnicamente le performances dei Farias, quello che non fa una piega se, ammaliate da una Alessia Marcuzzi in versione fossa biologica, lo mandate dal pizzicagnolo a comprare l'activia, e magari vi torna con un vassoio di prugne della california (Sunsweet®, of course), che non esitereste un secondo a presentare ai vostri genitori e che non si da' alla fuga quando gli rivelate che, prima del matrimonio in chiesa, bisogna passare attraverso un corso gestito da un priore assetato di buoni principi.
A questo punto, la questione è la seguente:
Piace di più l'uomo zerbino dalla faccia pulita, oppure l'imprendibile spirito libero tendente alla dannazione eterna?
In my opinion, m'importa una sega.