mercoledì 22 aprile 2009

Tyler Brulè

Abbiamo un po' troppo battuto, ultimamente, le vie accidentate della wildlife dei sex symbol, in uno zoo safari che fra avventurieri esotici e scapigliati di varia estrazione, ha rischiato di farci perdere il senso dell'orientamento.
Ed il gusto per il bello, è ovvio, non va mai perso.
In questi casi ci vuole un appiglio sicuro, un uomo maturo, non troppo lontano dai canoni della formalità, ma neanche troppo distante da quelli, apparentemente antitetici, della creatività più modaiola.
Oggi ci vuole una faccia come quella di:

Tyler Brulè

Quarantenne canadese, elegante, ma non esuberante, nato semplice cronista e quindi avventuratosi nell'imprenditoria editoriale, riscuotendo un successo senza pari grazie alla sua personale visione del lifestyle magazine materializzata nella rivista "Wallpaper*", che negli anni '90 si è imposta come archetipo per questo genere di pubblicazioni.
Brulè ha portato questo tipo di riviste alla versione 2.0 e tutti quei
calderoni di informazioni più o meno futili, più o meno patinati, di solito ben disegnati, che da queste parti ci si ritrovano infilati nella piega del nostro quotidiano preferito un dato giorno alla settimana, devono molto a questo innovatore venuto da Winnipeg.
Come se non bastasse, da buon imprenditore illuminato, non si è adagiato sugli allori di "Wallpaper*" ma, conscio della moltiplicazione della concorrenza, ha pensato bene, nel 2007, di creare un nuovo magazine – "Monocle" – riuscendo ancora a stabilire un ulteriore upgrade nel mondo delle riviste, rimanendo ancora una volta perfettamente in equilibrio fra i molteplici aspetti della comunicazione leggera, dell'evasione con stile.
Stile che lui ha da vendere, nelle sue mise discrete, mai sotto le righe, mai sopra.








3 commenti:

Beatrice ha detto...

....di male in peggio....
Questo l'è un bamboccione invecchiato...
Mah, Poli...sta primavera latita anche su questo fronte.
Non ci siamo, via...
baci

Anonimo ha detto...

o dove l'hai pescato?
Niente male pero',sembra un incrocio fra George Clooney e Pierluigi Diaco.

Morax

Anonimo ha detto...

mah
a me non dispiace!
ma forse mi sono rincoglionita io... bah
io invece dico bravo ppoli!
bet