mercoledì 20 maggio 2009

Matej Černic

La pallavolo.
Primigenio, atavico, istintivo simbolo di rivendicazione della femminilità.
Bambino=giocare a calcio.
Bambina=giocare a pallavolo.
Questa dicotomia l'abbiamo ben impressa nel nostro immaginario, a meno che non si sia cresciuti in latitudini extra italiane o giapponesi (considerata la provenienza del cartone animato "Mila e Shiro", che ha marchiato a fuoco l'infanzia di molti), o che si siano manifestati segni di confusione sessuale già in età puberale.
Poi, crescendo, come il sottoscritto gestisce una rubrica di questo tipo allo scopo di impressionare la platea del gentil sesso, per lo stesso fine qualche avveduto atleta decide di affrancarsi dalla sacralità del pallone e di dedicarsi allo sport da sempre legato all'universo femminile, raffigurante, nell'istinto primigenio dei maschi, l'antitesi della virilità.
E così che diventa simulacro erotico un professionista
della pallavolo come:

Matej Černic

Affascinante già nel suo esotico nome che tradisce origini slovene,
lo schiacciatore di Gorizia è da tempo oggetto di desiderio di folle di italiane e non solo, dal momento che ha giocato pure in Grecia ed in Russia.
Soltanto lo stato di non eccellenza del Volley italiano contemporaneo, unito alla ridotta esposizione mediatica che, giustamente, viene dedicata a questo sport, ha tenuto questo pezzo d'uomo lontano dai riflettori, favorendo però la sua sublimazione come romantico, elitario, oggetto del desiderio riservato alla esigente schiera delle fedeli appassionate di pallavolo, quelle che, per coerenza con le esperienze infantili di cui sopra, hanno giurato eterna rivalità al mondo del calcio, e storpiano volutamente i cognomi tipo "Ibrahimović", quando invece le ritrovi a scandire perfettamente la medesima desinenza, stipate dentro asettiche gradinate di palazzetti dello sport.
Ricordiamoci, per finire, di tutti quei golden boys, che la pluridecorata epopea della nazionale di Julio Velasco ha prodotto nelle sue inarrestabili cavalcate (Zorzi, Giani, Cantagalli), che adesso io immagino, soddisfatti e beati, trascorrere le domeniche pomeriggio a giocare, finalmente, a calcio, con le moltitudini di figli avuti dalle ammiratrici...








6 commenti:

Anonimo ha detto...

mi sono svegliata bene, mi garba, bravo moderatore un bell'8 non te lo leva nessuno. A te per la scelta e a lui perchè è bono (boia non lo dievo da quando ero in seconda media)
b

Irene ha detto...

uh bello!
dopo tanto tempo mi pronuncio...uh bello!
tenero e rosso...fa fidanzato
8 e 1/2
uh bello!

Beatrice ha detto...

E' vero Irene, fa fidanzato a bestia!
Bello proprio Ema, guarda, come mi garba......
Bravo, finalmente...
Si, si si...
Appoggio! sai come sarebbe averlo tipo in ufficio a riordinare gli archivi e le pratiche sugli scaffali alti...uhhhhh
Ma la domanda sorge spontanea: il suo di sperma quanto vale???

Anonimo ha detto...

Ancora con queste faccine pulite da fighette?! Ma i COGLIONI dove sono andati a finire?? Volete mettere uno Zorzi d'annata con barba anni '70!

Anonimo ha detto...

faccina pulita da fighetta?
quest'uomo è affascinante, bello in senso oggettivo e molto garbato. Io ho avuto la fortuna di incontrarlo, come tutti i pallavolisti è modesto e affabile.
Nonostante la sua bellezza sia la prima cosa che balza all'occhio e sia innegabile, c'è da dire che è forse uno dei più grandi talenti degli ultimi venti anni.

Anonimo ha detto...

Dio mio, quant'è bello. Seguo la pallavolo da qualche anno perché mi piace molto come sport (niente a che vedere col calcio), ma confesso che guardar giocare lui è un notevole valore aggiunto. Bellissimo e pure bravissimo.
Beata la sua morosa.