mercoledì 30 settembre 2009

Nir Lavi

Ogni tanto, pur rimanendo uno strenuo sostenitore della bellezza più nascosta, mi tocca fare una concessione alla sfrontatezza, al dono di natura che tanto si nega, e meno frequentemente si consegna, con casuale intermittenza ed una imprevedibilità che soltanto il campanilismo di quella o di quell'altra zona porta a stabilire determinati luoghi come unici, eletti recipienti di sex symbol.
Ed è quindi sulla strada tracciata da Raz Degan che troviamo:

Nir Lavi

Classico supermodel stroncapassere, che da Israele giunge in occidente (non che il passo sia poi così grande...) per fare breccia nelle passerelle milanesi e, da qui, spiccare il salto verso quel momento televisivo che nazional-popolare è ormai soltanto nei ricordi dei genitori quale il Festival di Sanremo, nelle inedite vesti di VallettodiBonolis.
Una categoria prodigiosamente partorita dalla mente pirotecnica del principe degli anchorman made in Italy, che ha gettato un forte scompiglio fra gli ormoni delle seguaci del festival (probabilmente tutte over 50), nonchè sui gusti sessuali del succitato presentatore, che mi risulta sia stato il primo nella storia di Sanremo ad introdurre questa fantastica novità dello sparring partner-soprammobile di sesso maschile, a patto che non si voglia considerare il buon Dulbecco come prototipo del genere...
Che dire di più, le immagini parlano da sole, per le cultrici/ori del genere non resta che attendere la prossima edizione del festival di Sanremo e sperare che il fiuto del patriarca Bonolis vada nuovamente a segno!









mercoledì 23 settembre 2009

Louis Garrel

La guerra dei sessi si combatte su un piano subliminale, psicologicamente devastante, dal momento che trova uno dei suoi maggiori momenti di sublimazione nell'inversione reciproca dei punti fermi della pacifica convivenza fra le specie.
Il cosidetto effetto "Cara ti amo", per intendersi...
Esemplificando il concetto, si può tirare in ballo la classica dicotomia fra l'uomo (più o meno) maturo alla perenne caccia di giovane donzella, ed i commenti femminili del tipo "mmmmmhhhh... se solo avessi 5 anni in meno" oppure "aspetta che ripasso", reiterati ad ogni contatto con bambesio o presunto tale .
Celebriamo allora questo irrisolvibile dilemma insistendo su di un fior fiore di garçon quale:

Louis Garrel

Siamo di fronte ad una tipologia di uomo che potrebbe mettere in crisi qualsiasi personalità.
Costui non è soltanto, indiscutibilmente, giovane (nasce nel 1983), ma pure S F A V A T O, nel senso più intrinseco del termine poichè, per quanto, vista la sua natura di attore, si possa far risalire questo suo atteggiamento ad una superficiale posa, egli è sfavato fin dai lineamenti del suo muso.
Il naso camuso, i nei sparsi random, la mascella importante e, a riequilibrare il tutto, la ciuffata disordinata, a uso e consumo di reiterato aggiustamento manuale, e la boccuccia tipica di chi, almeno una dozzina di volte nella sua vita, ha succhiato escargot, riuscendo a non vomitare.
Giovani o nongiovani, sono sicuro che molte di voi perderebbero volentieri preziose ore del proprio tempo a cercare di interpretare quel misterioso sguardo indolente, impaurite da una probabile lettura "Che cazzo guardi?", quanto ammaliate dalla altrettanto possibile richiesta di amore traducibile con un:"Mi chiamo Virgola, sono un gattino, sono la stella, del telefonino"...










mercoledì 16 settembre 2009

Benjamin Whishaw

Con le prime ambasciate d'autunno in agguato, si ritorna al grande classico contemporaneo del mercoledì sera al cinema, siore e siori, preferibilmente in quel secondo spettacolo tatticamente sincronizzato con il fischio finale delle partite di Champions League, sempre che si abbia la fortuna di poter seguire la propria squadra del cuore in luoghi prossimi alle sale di proiezione.
Gli stadi sarebbero da evitare, fondamentalmente per i noti problemi di rapidità nel deflusso.
E non sarà forse una sorpresa, per i più cinefili, imbattersi nel discreto faccino di:


Benjamin Whishaw


Attore quasi trentenne, ma dal tipico volto del bambesio, categoria fra le più amate di questa settimanale rubrica, ha mosso i primi passi nei teatri britannici, e dopo un paio di comparsate sul grande schermo a fianco di Daniel Craig, si è guadagnato il ruolo di protagonista in "Profumo - storia di un assassino" di Tom Twiker, adattamento cinematografico del romanzo di Patrick Süskind, che pare aver ispirato anche canzoni dei Nirvana e addirittura di quei maestri di stile dei Rammstein, il che fa supporre (Rammstein a parte...) che si tratti di un buon libro.
Peccato che io non lo abbia letto e che non abbia neanche visto il film.
In ogni caso, vedo questo Benjamin ben posizionato sulla rampa di lancio del cinema internazionale, con la sua ciuffata molto giovane, il look Topman, e soprattutto quella barbetta appena trascurata che non cresce nello spazio tra il mento e la parte superiore delle labbra, di lato, uno dei dettagli più irresistibili che si possano rintracciare sulla faccia di un uomo, pur bambesio che sia.









mercoledì 9 settembre 2009

John McEnroe

Adesso che l'afa ci ha dato una tregua, quello che ci vuole è uno stimolo per affrontare la nuova stagione, una bella botta di adrenalina, un uomo di polso, che il sottoscritto, in un elegante intarsio fra senso letterale e parafrasi gergale, ha individuato in:

John McEnroe

Vecchio leone del Tennis, cresciuto nel Queens, come Paul Simon, con il quale ha in comune pure il fatto di essere mancino, anche se uno ha sempre tenuto la racchetta col sinistro mentre l'altro suona la chitarra come un destro, cosa che non ho mai capito.
Certo è che il braccio sinistro di McEnroe ha fatto parecchie vittime fra i suoi avversari, atterriti dal suo talento e dal suo focoso agonismo, che lo rendevano un meraviglioso outsider nel compassato mondo del tennis.
Quanti arbitri hanno sudato freddo vedendoselo arrivare addosso con gli occhi iniettati di rabbia, in uno sproloquio di offese varie e battute velenosissime, quante racchette avrebbero voluto prendere vita ed implorarlo di non essere scatafasciate al termine di brucianti sconfitte... forse tante quanti sono stati (e continuano ad esserlo) i suoi ammiratori, ammaliati da questo turbolento riccioluto che non si faceva molti problemi a fregarsene del Bon Ton.
E poi, cos'altro aggiungere se non il fatto che porta molto bene i suoi 50 anni, che c'ha sempre l'orecchino, che è un ottimo chitarrista (che effettivamente però suona come un mancino, con lo strumento rigirato), e che da giovane, con la fascia elastica fra i riccioli elettrici, era uno sportivo assai stiloso, molto più di Bjorn Borg, che infatti è riuscito in seguito nella disperata impresa di sposare Loredana Bertè, e di Ivan Lendl, che pareva il nonno di Ibrahimovic, ossia l'anello di congiunzione fra l'uomo ed il cammello.












mercoledì 2 settembre 2009

Jenson Button

Mi sono recentemente reso conto di aver sovente trascurato il rapporto sesso-motori, di certo una evidente deriva voyeouristico-segaiola della civiltà (?) contemporanea. Potrei soffermarmi sul contorno di fxxxe che fa sempre da cornice ad ogni evento moto-automobilistico (paddock girls, pare si chiamino), così come sullo stretto rapporto con il rombo dei cilindri di pluricelebrati sex symbol come Steve McQueen o Paul Newman, ma preferisco concentrarmi su un attuale protagonista del grande circo della Formula 1 quale è:

Jenson Button

Sorridente inglese, biondo e un po' scavezzacollo, fino a poco fa noto perlopiù per i suoi imbrocchi sempre di un certo livello, adesso sdoganato anche come pilota di classe, dal momento che è lui il leader del campionato della formula regina delle gare automobilistiche, un tremebondo carrozzone popolato da individui ai limiti del verosimile come Flavio Briatore e capeggiato da uno che si diverte a fare le orge sadomaso vestito da nazista, amico di un altro che non si fa molti problemi ad ammettere pubblicamente la sua ammirazione nei confronti di Adolf Hitler.
Il bello è che c'è pure gente che rimane attaccata alla televisione a sorbirsi due ore di Gran Premio, senza che ci sia effettivamente niente da vedere.
Soltanto curve e ronzii di motori, ogni tanto qualcuno prende una rondella nel muso a 300 km orari, ogni altro tanto qualcuno ci rimette le penne, ma la frequenza di tali scosse di adrenalina è talmente bassa da non giustificare minimamente la creazione, da parte di un noto canale televisivo satellitare a pagamento, di un canale dedicato nel quale si può spulciare la corsa in un mosaico di inquadrature che permette di osservare contemporaneamente cosa succede in pista, ai box, nell'abitacolo di questo o quell'altro pilota oppure nella camera da letto della donna di Button.
In questo ultimo caso però appare il bollino rosso in un angolo dello schermo, che prontamente l'abbonato al canale "mosaico" scambia per un semaforo che dà segno di stop e capisce che la gara è finita, spenge quindi la televisione e si rituffa a capofitto nell'esercizio che più occupa le sue giornate:
la masturbazione.