mercoledì 2 settembre 2009

Jenson Button

Mi sono recentemente reso conto di aver sovente trascurato il rapporto sesso-motori, di certo una evidente deriva voyeouristico-segaiola della civiltà (?) contemporanea. Potrei soffermarmi sul contorno di fxxxe che fa sempre da cornice ad ogni evento moto-automobilistico (paddock girls, pare si chiamino), così come sullo stretto rapporto con il rombo dei cilindri di pluricelebrati sex symbol come Steve McQueen o Paul Newman, ma preferisco concentrarmi su un attuale protagonista del grande circo della Formula 1 quale è:

Jenson Button

Sorridente inglese, biondo e un po' scavezzacollo, fino a poco fa noto perlopiù per i suoi imbrocchi sempre di un certo livello, adesso sdoganato anche come pilota di classe, dal momento che è lui il leader del campionato della formula regina delle gare automobilistiche, un tremebondo carrozzone popolato da individui ai limiti del verosimile come Flavio Briatore e capeggiato da uno che si diverte a fare le orge sadomaso vestito da nazista, amico di un altro che non si fa molti problemi ad ammettere pubblicamente la sua ammirazione nei confronti di Adolf Hitler.
Il bello è che c'è pure gente che rimane attaccata alla televisione a sorbirsi due ore di Gran Premio, senza che ci sia effettivamente niente da vedere.
Soltanto curve e ronzii di motori, ogni tanto qualcuno prende una rondella nel muso a 300 km orari, ogni altro tanto qualcuno ci rimette le penne, ma la frequenza di tali scosse di adrenalina è talmente bassa da non giustificare minimamente la creazione, da parte di un noto canale televisivo satellitare a pagamento, di un canale dedicato nel quale si può spulciare la corsa in un mosaico di inquadrature che permette di osservare contemporaneamente cosa succede in pista, ai box, nell'abitacolo di questo o quell'altro pilota oppure nella camera da letto della donna di Button.
In questo ultimo caso però appare il bollino rosso in un angolo dello schermo, che prontamente l'abbonato al canale "mosaico" scambia per un semaforo che dà segno di stop e capisce che la gara è finita, spenge quindi la televisione e si rituffa a capofitto nell'esercizio che più occupa le sue giornate:
la masturbazione.











2 commenti:

Anonimo ha detto...

buono,ma Coulthard era piu' sex symbol...

Morax

Anonimo ha detto...

mmmmhhmmm fichissimooooooooo! angi