mercoledì 25 novembre 2009

Brian Molko

Non capisco, data l'alta considerazione da sempre dedicata da questo blog agli esponenti del genere "metrosexual", come possa ricordarmi solo adesso di celebrare a dovere l'anemica figura di:

Brian Molko


Cantante dei "Placebo", belga di nascita ma londinese di adozione, questo terrificante manfruito incarna alla perfezione il prototipo dell'alternativo per le masse, l'androgino esteta, perfetto per riempire le pagine dei magazine da strappare e portare in bagno per fini eiaculatori dal post-adolescente anticonformista per autosuggestione, maschio o femmina non fa differenza, egli mette tutti d'accordo.
Perseguibile, oltre che per i suoi demeriti artistici, anche come probabile precursore del disastro fenomenologico di questi anni zero meglio noto come "Emo", questo finocchio con figlio a carico altro non è che la proiezione all'ennesima potenza del bohemien figlio di papà, che fa discutere soltanto chi non ha mai discusso di niente, curioso contraltare maschile, giusto per intendersi, di un personaggio come Asia Argento, attrice senza talento, pensatrice senza cervello, una banalissima fica di legno, che qualcuno, per il solo fatto di avere un tatuaggio in zona strategica, ci vuol spacciare per ragazza cattiva.
Non sarà un caso che i due sono pure entrati in contatto, per una ennnesima, inflazionatissima riproposizione della Gainsbourgiana "Je t'aime (moi non plus)", mostrando impietosamente tutti i loro limiti, non a caso al cospetto di un'artista che, invece, i limiti non li ha mai conosciuti...












mercoledì 18 novembre 2009

Stefan(o) Schwarz

Ho voglia, quest'oggi, di rituffarmi in era mid-nineties, in ricordo della beata spensieratezza di quel periodo, contrassegnata dall'epocale passaggio, almeno per me che uso separare le epoche secondo gli avvicendamenti fra gli allenatori della Fiorentina, fra la sorbetteria di Ranieri e pandoro Malesani.
E proprio fra questi due giganti del pensiero calcistico che si divise la breve, ma assai intensa, carriera italiana di:

Stefano Schwarz

Swedese di legno, con dedizione maniacale all'allenamento e alla stroncatura delle altrui caviglie, questo calciatore avrà sempre un posto particolare nel cuore dei tifosi viola nati a cavallo degli anni'80.
la sua zazzera bionda, quella sua muscolare corsa, perfetto contraltare alla inarrivabile eleganza dell'incedere del divino Rui Costa, gli fecero guadagnare un coro personale da parte della Curva Fiesole, uno dei più esaltanti che si siano mai cantati allo stadio:

"correva a 100 all'ora sulla fascia sinistra
Stefano Schwarz - Stefano Schwarz"

da cantare sull'aria della nota canzone Morandiana.

Ei fu, quindi, idolo.
Amato da tutti, donne, uomini, panini dello Scheggi, ultras e tifosi della tribuna coperta (il cosiddetto "pubblico di merda"), Stefano se ne andò da Firenze in punta di piedi, così come se ne era arrivato, bilanciando in questo modo l'irruenza che sfogava sul campo di gioco, e lasciando per sempre un ricordo di professionista esemplare e di persona gentile ed educata, nel pieno rispetto del clichè scandinavo.









mercoledì 11 novembre 2009

Arjun Rampal

Siamo già stati a curiosare in oriente, rovistando nel modernariato pre Bollywood, in preda a nostalgici impulsi di rievocazione storica di una bellezza senza tempo, ancora immune dal tarlo dell'omologazione occidentale.
È giusto quindi tornarci, Annus Domini 2009, nel tentativo di trovare degni epigoni della tigre della Malesia.
Io ho trovato questo:

Arjun Rampal


A voi visitatrici/tori spetta decidere quanto il bottino di caccia sia degno dell'alloro di sex symbol.
A me, questo modello-attore fra i più amati della florida industria cinematografica indiana, non sembra altro che una versione orientale del classico "pottino":
giacca pseudoelegante sui jeans, capello unto con riporto anticiuffo dietro agli orecchi degno del peggiore figlio di papà del Dante (era '93-'98), camicia-maglietta con generoso scollo pro-vista sul petto glabro.
Non mi meraviglierei se fosse uno di quelli che, prima di uscire, usa rovesciarsi addosso una boccia di profumo, magari all'essenza di Cardamomo, giusto per dare un tocco di superficiale campanilismo.
Forse mi sbaglio, ma la sindrome da calciatore, con il suo tripudio di gel-cattivo gusto-esuberanza fisica, sembra fare breccia anche in luoghi dove il calcio manco sanno cosa sia, e non sarà un caso se questo tizio, nella sua privilegiata condizione di eletto, dopo tutti gli sforzi che immagino ci vogliano per scalare le tappe del successo, in un luogo dove le occasioni non sono alla portata di tutti, non sembra altro che accontentarsi di somigliare ad Alessandro Nesta.
Ma se vi garba, fate vobis...










mercoledì 4 novembre 2009

Iggy Pop

Quando si parla di perfomance, si rischia di essere fraintesi.
C'è chi lega questo termine ad una disciplina artistica, chi pensa subito al sesso, mentre qualche altro malato di mente potrebbe fantasticare sbavando su pieghe motociclistiche o sgommate in Formula 1.
Quando però si risponde al nome di battesimo di James Newell Osterberg non ci si pone il problema dell'accezione di un significato, bensì si è perfomance, perchè si è:

Iggy Pop

Uomo-bestia per eccellenza, il proto punk-rocker americano incarna da oltre 50 anni l'ideale di ISTINTO primordiale, come mai nessun altro essere umano è riuscito a idealizzare.
Sesso-droga-rocknroll non sono per lui apostrofi categorizzanti ad uso e consumo di qualche critico musicale alla facile ricerca di clichés, ma scorza della sua pelle ingrinzita, sangue rosso fuoco coagulato in un cervello che, quando sale su un palco, diventa il motore di un corpo liberato da ogni inibizione, inarrestabilmente free, come il sax che si affaccia fra i solchi di "Fun House", spasimo di erotismo TOTALE, con buona pace di John Holmes, Rocco Siffredi o Franco Trentalance, che saranno pur maestri nell'uso del creapopoli, ma di ancheggiare come Iggy, neanche se lo sognano.
Una sfida ai limiti men che mai assopita continua a caratterizzare l'iguana, che, mentre personaggi edulcoratamente di frontiera, tipo Patrick De Gayardon per esempio, ci rimettono la pelle, continua, a 60 anni suonati, a copulare a torso nudo con gli amplificatori in pantaloni di latex...


Un rigraziamento particolare per la dritta ad un non meglio precisato
membro del collettivo Liquid Cat...