mercoledì 14 aprile 2010

Tahar Rahim

"Il profeta" è un grande film.
Non si capisce perchè sia stato tradotto in questo modo, dato che il titolo originale è "Un Prophète", ma resta il fatto che secondo me è davvero una pellicola emozionante, con un magnifico protagonista:
l'attore francese, di origini algerine

Tahar Rahim

Questo film mi ha fatto tornare in mente "Trainspotting", per il fatto che racconta, senza giudicare, un qualcosa che è tabù. Quello che nel film di Danny Boyle era l'eroina, ne "Il Profeta" è il carcere, la violenza che scorre inarrestabile all'interno di quello che dovrebbe essere un istituto di correzione e che invece finisce soltanto per affinare l'intelligenza criminale del giovane Malik, nell'arco dei sei anni che il protagonista del film è condannato a passare in prigione, circondato da un azzecatissimo cast di facce da galera, che appunto mi ha ricordato l'altrettanto verosimile combriccola di fattoni di "Trainspotting".
Una scuola di efferatezze nella quale una folta schiera di opinionisti da treno pendolare vorrebbe gettare qualsivoglia ladruncolo, drogatello o sbandato di turno, e che probabilmente si terrà ben lontana da questo film, come dai libri di Edward Bunker o da persone di straordinario coraggio come Armando Punzo, una delle sempre più rare figure di rivoluzionario che possano avere un senso in questi anni zero.









1 commento:

d. ha detto...

Anch'io sono rimasto colpito da Tahar Rahim. Belle le immagini che hai selezionato.
E complimenti per il tuo blog!