mercoledì 18 agosto 2010

Jack Johnson

Agosto è pur sempre agosto, anche se le miti temperature degli ultimi giorni portano ad una strana sensazione di incongruenza con il vuoto nelle strade e le saracinesche abbassate dei negozi.
A me, in tutta onestà, questo inedito agosto non dispiace affatto, ma cercherò di consolare le povere anime affrante dalla mancanza dei soliti 40 gradi, sprofondate nei divani di case-roulotte-pensioni balneari a sognare Honolulu, con il fascino esotico (neanche più di tanto...) di:

Jack Johnson

Hawaiano di nascita, surfista figlio di surfista che, in seguito a una craniata sugli scogli, opta per il meno pericoloso mestiere di musicista, ottenendo un successo sempre più esponenziale dai suoi esordi di ormai dieci anni fa, all'attuale gloria dei dischi di platino e della top ten di Billboard.
Come se non bastasse questa sua fiabesca formazione, va sottolineato il suo impegno per la preservazione dell'ambiente nelle Hawaii, che, sommato alla sua presenza nella compilation di Amnesty International pro Darfour, mi porta a questa inconfutabile illuminazione di mezza estate:

Lui è il Jovanotti americano.

Il cantante sempre sorridente, simpatico dispensatore di buone vibrazioni, sportivo e fisicato quanto basta; dettagli che confermano la astrale congiunzione fra questi due artisti in lotta contro il male, e se alla prossima eruzione del Mauna Kea, dovreste vedere il bel faccione abbronzato di Jack Johnson capeggiare una schiera di ben intenzionati cantori a stelle e strisce pronti a ripulirsi la coscienza, vorrà dire che la trasfigurazione sarà ormai completata, che i due saranno del tutto interscambiabili, Jovanotti ritornerà ad abbracciare la lingua inglese e l'ex surfista canterà con la lisca...
Buone vacanze.