mercoledì 8 settembre 2010

Bill Murray

Ci sono facce di bronzo, facce di gomma e più diffusamente facce di culo, fisionomicamente quanto relativamente parlando, e sta a voi decidere in quale categoria inserire

Bill Murray

sempre che si sia disposti a riconoscere che una faccia di culo può essere dannatamente sexy.
Un personaggio decisamente fuori dagli schemi, come lo erano un po' tutti i mattatori del Saturday Night Live, irripetibile fucina di talenti comici negli States di fine anni 70, un personaggio che da macchietta televisiva non ha sofferto il passaggio al grande schermo, riempiendosi di slime per immortalarsi come Ghostbuster, nelle prime memorie cinematografiche di chi è nato poco prima degli anni '80, con la complicità di una cornice promo-gadgettistica legata al film fra le più massicce dell'era moderna, dalle magliette col divieto di fantasma ai mitologioci videogiochi da bar dove non si aspettava altro che la comparsa de "l'omino Michelin".
E pensare che quel ruolo sarebbe spettato a John Belushi...
Ma il percorso di un outsider come lui non poteva adagiarsi sugli allori, ed ecco che comincia il valzer di scomparse e resurrezioni, filmacci e giorni della marmotta, dove il suo malinonico aplomb da perenne sfavato comunque riusciva a bucare lo schermo.
Con la maturità poi, arriva la consacrazione; non insegue i successi planetari degli acchiappafantasmi, diventa un attore versatile e perfettamente a proprio agio anche quando gli si chiede di abbandonare la sua vis comica, come nello spaesato protagonista di Lost in Translation o nel fantastico playboy depresso di Broken Flowers, che scarrozza per l'america con Mulatu Astatke nell'autoradio, in cerca di espiazione dei suoi peccati di rovinafamiglie.
Una fantastica faccia di culo, alla quale l'età ha aggiunto ancora più fascino.
Un fico totale.











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