mercoledì 20 ottobre 2010

Jesus Navas

Ogni tanto mi ricordo del mio fiuto di Talent Scout e così, in un impeto di ispirazione che tanto vorrei condividere con Pantaleo Corvino, vado a introdurre alla platea abituata ai soliti noti lo charme iberico di:

Jesus Navas

Esterno sinistro del Siviglia, classe 1985, ha fatto parte, per quanto non da protagonista, della trionfale spedizione sudafricana delle furie rosse, riuscendo a bucare lo schermo televisivo in quegli scampoli di partita che si è ritagliato, quando i fuoriclasse non avevano più benzina.
Sempre più solide le sue doti atletiche, sicura la sua avvenenza, con quegli occhi elettricamente cerulei affondati in un volto latino, a dire il vero un po' bambesio, che comunque l'età provvederà a perfezionare, e chissà che magari, con la raggiunta sazietà di qualche mostro sacro del centrocampo iberico, Jesus possa diventare titolare anche nella sua nazionale, assicurandosi una ribalta che gli procurerà sicuramente ospitate in discoteca e flirt con veline di ogni tipo, nazione, sesso-razza-religione, portandolo davanti ad un banco di prova che ha già mietuto vittime illustri fra le promesse del calcio, qualcuna svanita ben prima di sbocciare, vedi alla voce Riccardo Montolivo, che fra l'altro è pure un cesso.
Il tempo ci dirà se "il nazareno di Andalusia" riuscirà a scavallare a lungo sulle fasce, oppure se farà la fine di Bettarini, lampadato manichino al soldo dell'ex moglie o, peggio ancora, di Nicola Berti, che nelle sue rare apparizioni come opinionista riesce a mangiarsi più parole dei quintali di merda che gli piovvero sul collo anni fa, da una Curva Fiesole purtroppo ben diversa da quella di oggi.










mercoledì 13 ottobre 2010

Francesco Scianna

Oggi è giorno di stereotipo.
Dopo tanto affannarsi alla ricerca della sensazione esotica, del "personaggio" più che del sex symbol, voglio dedicarmi all'evasione e darvi in pasto:

Francesco Scianna

Nuovo volto emergente del cinema italiano, sfacciatamente impregnato dei vari clichés di bellezza mediterranea: la pelle ambrata, il ricciolo folto, il naso da cercopiteco, con gli occhi neri e quella bocca da baciare, come lo descriverebbe la futura madre-coraggio delle terre di Siena.
A dirvela tutta, io non so minimamente chi cazzo sia questo qui, non ho mai visto una serie tv o un film dove recita, anche perchè non ho intenzione di affrontare un altro film di Tornatore da qui all'eternità, so che non ha neanche 30 anni e che probabilmente se la fa con un'ex Miss Italia siciliana come lui, tale Francesca Chillemi, la quale può vantare nel novero dei suoi ex addirittura Francesco Facchinetti.
Accattatevillo, nella sua stereotipata bellezza mediterranea, contraltare positivo di un altro sfacciato stereotipo apparso ieri in diretta nazionale, quello dell'ultrà muscoloso e tatuato, a capo di una delegazione di paurosi Chetniks che hanno invaso lo stadio di Genova, a ricordarci che, purtroppo, da quelle parti più che altrove, il legame fra estremismo politico e tifo calcistico può essere una faccenda dannatamente seria.
Se abitassi in Kosovo, non dormirei sonni molto tranquilli...







mercoledì 6 ottobre 2010

Renè Higuita

Ultimamente, per la prima volta nella mia vita, ho sentito un forte distacco dal pianeta calcio, e nel tentativo di rinvigorire la passione gravemente messa alla prova dalle disposizioni tattiche di Mister Mihajlović (šupak!), sono riuscito ad isolare il principale motivo di questo allontanamento:
La mancanza di "personaggi".
Non c'è più folklore nel calcio, e prova ne è stato anche il recente campionato mondiale, consacrato all'esclusiva celebrazione del fisico e della tecnica, in quella che una volta era invece un'imperdibile ribalta per freaks travestiti da atleti, fra i quali ricordo con grandissima commozione

Renè Higuita

Portiere della Colombia negli anni'90, arrivato in nazionale dai fasti del Nacional di Medellin, divenne figura leggendaria per aver follemente interpretato il ruolo dell'estremo difensore.
Si ricordano le sue imprese ai mondiali del '90, quando si fece soffiare palla da Roger Milla in un incomprensibile tentativo di dribbling a centrocampo, facendo involare il bomber camerunense verso la porta spalancata, si ricorda la sua "parata dello scorpione", un' epica dimostrazione di delirio atletico-circense che non si può spiegare se non tramite la videodocumentazione sotto allegata, nonchè la squalifica per cocaina giunta solo a fine carriera, precedentemente scampata chissà quante volte, con chissà quali sotterfugi, forse semplicemente incenerendo gli sguardi degli incaricati antidoping con quella sua fantastica faccia da criminale latino che è IL luogo comune del colombiano.
Come se non bastasse, una volta lasciato il calcio, Renè Higuita è tornato alla ribalta pochi anni fa, partecipando al reality show sudamericano "Cambio extremo", facendosi modificare varie parti della faccia e del corpo e riuscendo nella difficilissima impresa di diventare più brutto di quanto era prima.
Mi mancano questi personaggi nel mondo del calcio, e se la cartolina da ricordare dagli ultimi mondiali è quella della buonista Germania multietnica o dei fotomodelli palleggiatori spagnoli, le speranze per l'apparazione di un nuovo Higuita sono davvero ridotte al minimo...