mercoledì 20 ottobre 2010

Jesus Navas

Ogni tanto mi ricordo del mio fiuto di Talent Scout e così, in un impeto di ispirazione che tanto vorrei condividere con Pantaleo Corvino, vado a introdurre alla platea abituata ai soliti noti lo charme iberico di:

Jesus Navas

Esterno sinistro del Siviglia, classe 1985, ha fatto parte, per quanto non da protagonista, della trionfale spedizione sudafricana delle furie rosse, riuscendo a bucare lo schermo televisivo in quegli scampoli di partita che si è ritagliato, quando i fuoriclasse non avevano più benzina.
Sempre più solide le sue doti atletiche, sicura la sua avvenenza, con quegli occhi elettricamente cerulei affondati in un volto latino, a dire il vero un po' bambesio, che comunque l'età provvederà a perfezionare, e chissà che magari, con la raggiunta sazietà di qualche mostro sacro del centrocampo iberico, Jesus possa diventare titolare anche nella sua nazionale, assicurandosi una ribalta che gli procurerà sicuramente ospitate in discoteca e flirt con veline di ogni tipo, nazione, sesso-razza-religione, portandolo davanti ad un banco di prova che ha già mietuto vittime illustri fra le promesse del calcio, qualcuna svanita ben prima di sbocciare, vedi alla voce Riccardo Montolivo, che fra l'altro è pure un cesso.
Il tempo ci dirà se "il nazareno di Andalusia" riuscirà a scavallare a lungo sulle fasce, oppure se farà la fine di Bettarini, lampadato manichino al soldo dell'ex moglie o, peggio ancora, di Nicola Berti, che nelle sue rare apparizioni come opinionista riesce a mangiarsi più parole dei quintali di merda che gli piovvero sul collo anni fa, da una Curva Fiesole purtroppo ben diversa da quella di oggi.










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