domenica 30 dicembre 2012

Tomáš Skuhravý

   “Si chiama Thomas Skuhravy
    Con le sue reti si vola...
    Fai un’ altra capriola
    Fai un’ altra capriola...



La Boemia è una regione della attuale repubblica Ceca, che ai calciofili è nota più che altro per aver dato i natali all’oracolo Zeman, ma vorrei ricordare che, proprio all’inizio dell’escalation dell’allenatore con il suo “Foggia dei Miracoli”, una ingombrante figura giunse in Italia da quelle stesse latitudini, dopo un ottimo biglietto da visita ai mondiali del ’90.

Fu il Genoa infatti ad ingaggiare l’attaccante dopo i suoi 5 goal con la maglia dell’allora Cecoslovacchia, per inciso una maglia indimenticabile con motivi magnificamente sospesi fra lo stalinismo ed il proto-hipsterismo, che lo incoronarono vice-capocannoniere (alle spalle di Schillaci) dell’estate mondiale italiana.

Skurhavy arrivò nella città della lanterna con tutto il fardello del suo monolitico fascino, pancia da birra e mullet inclusi, facendo perdere la testa alla passionale tifoseria rossoblu, pronta a ricoprire di incondizionato amore quel gigantesco bomber venuto dall’Est, che celebrava ogni rete con una capriola che nessuno si spiega ancora come potese risucire sistematicamente a chiudere in modo perfetto, data la stazza che si ritrovava...

Sei anni per entrare nella storia del Genoa, a suon di goals e di scorribande fra i vicoli della Città Vecchia – d’altra parte non è colpa sua se si è ritrovato come compagno di attacco quel “Pato” Aguilera in seguito condannato per sfruttamento di prostituzione – e poi il ritiro a Varazze, dove tuttora vive dà il meglio di se in una emittente locale, commentando le partite (spero) a forza di rutti.










venerdì 30 novembre 2012

Scialpi

Rocking-rolling - sopravvivere
Rocking Rolling - con la musica...

Era il lontano 1983 quando, dimostrando notevoli doti divinatorie unite ad una imbarazzante pronuncia della lingua inglese, Giovanni Scialpi piombava sulla scena popular della musica italiana, in un trionfo di jeans ascellari e sopracciglia dipinte con l’Uniposca® punta 35 che qualche temeraria/o riuscì addirittura ad interpretare come qualcosa di affascinante. L’inspiegabile successo di questo suo primo singolo catapultò l’ambiguo replicante dalla Bassa Padana direttamente al Festivalbar, dove, purtroppo ancora convinto della sua confidenza con la lingua anglosassone, piazza la sua “Cigarettes and coffee” al secondo posto, dimostrandosi ormai pronto per il grande salto verso la kermesse per eccellenza della canzone italiana: Il festival di San Remo del 1986.

Incredibilmente, non ancora appagato dalle staffilate inflitte nella povera schiena della carcassa di Shakespeare, continua imperterrito la sua fascinazione esterofila entrando in gara con la canzone “No East No West” (we are the best...), che lo consacrerà nello stardom degli anni ’80 scaraventandolo in una inarrestabile ascesa fatta di altri successi discografici e comparsate cinetelevisive, fino all’inevitabile tracollo degli anni Zero, nei quali il disperato sforzo di restare aggrappato allo show-biz lo porta a raschiare il barile dei musical e dei Reality show.

A onor del vero, ho anche provato a recuperare informazioni recenti dalla rete ma al primo tentativo di ricerca mi sono imbattuto in una videointervista nella quale appare in gilet bianco sopra torso nudo ed ho quindi interrotto l’approfondimento, che lascio volentieri a voi temerari lettori...