domenica 30 dicembre 2012

Tomáš Skuhravý

   “Si chiama Thomas Skuhravy
    Con le sue reti si vola...
    Fai un’ altra capriola
    Fai un’ altra capriola...



La Boemia è una regione della attuale repubblica Ceca, che ai calciofili è nota più che altro per aver dato i natali all’oracolo Zeman, ma vorrei ricordare che, proprio all’inizio dell’escalation dell’allenatore con il suo “Foggia dei Miracoli”, una ingombrante figura giunse in Italia da quelle stesse latitudini, dopo un ottimo biglietto da visita ai mondiali del ’90.

Fu il Genoa infatti ad ingaggiare l’attaccante dopo i suoi 5 goal con la maglia dell’allora Cecoslovacchia, per inciso una maglia indimenticabile con motivi magnificamente sospesi fra lo stalinismo ed il proto-hipsterismo, che lo incoronarono vice-capocannoniere (alle spalle di Schillaci) dell’estate mondiale italiana.

Skurhavy arrivò nella città della lanterna con tutto il fardello del suo monolitico fascino, pancia da birra e mullet inclusi, facendo perdere la testa alla passionale tifoseria rossoblu, pronta a ricoprire di incondizionato amore quel gigantesco bomber venuto dall’Est, che celebrava ogni rete con una capriola che nessuno si spiega ancora come potese risucire sistematicamente a chiudere in modo perfetto, data la stazza che si ritrovava...

Sei anni per entrare nella storia del Genoa, a suon di goals e di scorribande fra i vicoli della Città Vecchia – d’altra parte non è colpa sua se si è ritrovato come compagno di attacco quel “Pato” Aguilera in seguito condannato per sfruttamento di prostituzione – e poi il ritiro a Varazze, dove tuttora vive dà il meglio di se in una emittente locale, commentando le partite (spero) a forza di rutti.