lunedì 1 luglio 2013

Kazuyoshi Miura

«È soltanto un bravo ragazzo»
(Francesco Scoglio, allenatore Genoa)


La presenza di calciatori giapponesi nei maggiori campionati europei di calcio ormai non desta più scalpore, e anzi non è raro vedere qualche top player dagli occhi a mandorla con le casacche di squadre blasonate, ma ricordatevi che la strada che ha permesso l’affermazione di giocatori come Nakata, Honda e Kagawa è stata aperta dal pioniere Kazu Miura.

La maggior parte dei calciofili rimase però scettica quando, nel 1994, Aldo Spinelli mise in piedi il diabolico piano per assicurarsi le prestazioni di quello che all’epoca era il calciatore più forte del Sol Levante, uno che per intendersi viaggiava con uno stipendio di 3 miliardi l’anno, aveva già sposato la popstar di turno, e in un gioco per Super Nintendo era allo stesso livello  di Holly (si, quello di “Holly e Benji”).

Il suddetto piano consisteva in un prestito annuale dell’attaccante con ingaggio pagato da una serie di sponsor giapponesi, uno dei quali – guarda caso – campeggiava quella stagione sulla maglia del Grifone, convinti che il viatico calcio avrebbe giovato alla crescita del loro business in Occidente.

All’esordio contro il Milan a San Siro, però, Franco Baresi, suggestionato dalla esotica novità, si ricontestualizza in Ronin e decide di cambiare i connotati al povero Kazu con una gomitata fotonica che lo manda all’ospedale con frattura scomposta del setto nasale e commozione cerebrale inclusa, assicurandogli un paio di operazioni riparatorie e diverse settimane di degenza.

Il destino beffardo lo fa tornare in campo proprio il giorno del derby contro la Sampdoria e ovviamente, a 10 minuti dal fischio iniziale, Miura buca Walter Zenga con un zampata da grande opportunista. Il primo goal di un giocatore giapponese nella storia dei campionati di calcio europei. 


Altrettanto ovviamente il derby lo vince la Sampdoria, quindi all’astio di Baresi si aggregano anche una manciata di arbitri, che gli annullano tre reti in tre partite consecutive, ed il Genoa retrocede in serie B,  rispedendo il pacco-Miura al mittente insieme ai suoi sponsor miliardari.