mercoledì 11 settembre 2013

Mario Cipollini

C’è stato un periodo, a cavallo fra i novanta e i primi anni duemila, nel quale un solo uomo svettava nelle volate di ogni tappa, imponendo la sua stazza da corazziere sugli impauriti avversari, un cyborg made in Lucca chiamato Mario Cipollini.

Velocista di razza, famelico predatore di tappe, esuberante nel fisico quanto nella personalità, che una pletora di giornalisti compiacenti e adoratori del Buon Gusto ha contribuito ad esaltare affibbiandogli l’originalissimo appellativo di “Re Leone”, derivato peraltro da quello di un atleta che in quello stesso periodo, ma in un diverso ambito sportivo, aveva davvero il portamento del re degli animali, ma preferiva la casacca viola agli orrendi completini aderenti customizzati con stampe imbarazzanti.

Il look sfoggiato più volte nelle tappe a cronometro non era comunque l’unica stravaganza di “Super Mario”, dato che pare che questo principe del bon ton abbia avuto la splendida idea di allevare un PUMA nelle sue natie terre di Versilia, trascurando il dettaglio, fra l’altro, che in quel periodo la sua residenza fosse il principato di Monaco. Tale dettaglio però non è passato inosservato all’agenzia delle Entrate, che ha provveduto a bussare alla porta dell’impomatato sprinter, interrompendo la sua quotidiana operazione di lubrificazione dei pettorali al grido di :“ Mario! Cacare il lesso!”


Restano comunque le sue vittorie, record di tappe vinte al giro, e vittorie generali alle tre grandi corse che sfiorano quelle di Eddy Merckx, pure un mondiale gli hanno fatto vincere, e quando lo scorso febbraio la procura antidoping del Coni apre un fascicolo su di lui, il disastro delle elezioni politiche salva il “Re Leone” dal linciaggio mediatico, permettendogli di trascorrere un’altra estate a bordo della sua Harley Davidson, a scorazzare sul lungomare di Versilia fra la “Capannina di Franceschi” e l’inossidabile “Mangia e Tromba”...